VISTO! MARZO 2026


Periodico di informazione della sezione di Siena – Dicembre 2025
Direttore responsabile: Andrea Sbardellati
Registrazione Tribunale di Siena n. 6 del 29/10/2020.
Con il contributo di: PAMPALONI SRL, concessionaria Renault a Siena
Sezione Cavaliere Attilio Borelli
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DA CUBA, UNA DONNA DENUNCIA IL CRIMINE CHE NESSUNO VUOLE VEDERE.

LETTERA APERTA AL MONDO

All’umanità intera,

alle madri del mondo,

 ai medici senza frontiere,

ai giornalisti con dignità,

ai governi che credono ancora nella giustizia

Il mio nome è come quello di milioni di altre persone. Non ho cognomi famosi né cariche importanti. Sono una cubana comune, una figlia, una sorella, una patriota. E scrivo questo con l’anima straziata e le mani tremanti. Perché quello che oggi vive il mio popolo non è una crisi. È un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito da Washington. E il mondo guarda dall’altra parte.

DENUNCIA PER I MIEI NONNI:

Denuncio che a Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l’arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse. È un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate. I loro governi tacciono. E nel frattempo, un nonno cubano stringe il petto e aspetta. La morte non avvisa. Il blocco sì.

DENUNCIA PER I MIEI BAMBINI:

Denuncio che a Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di carburante. Che ci sono neonati che lottano per la vita, mentre il governo degli Stati Uniti decide quali paesi possono venderci petrolio e quali no. Che ci sono madri cubane che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino a 90 miglia dalle sue coste.

Dov’è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono tanto l’infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?

DENUNCIA PER LA FAME INTENZIONALE:

 Denuncio che il blocco è fame programmata. Non è che manchi il cibo perché sì. È che ci impediscono di comprarlo. È che le navi con i generi alimentari vengono perseguitate. È che le transazioni bancarie vengono bloccate. È che le aziende che ci vendono cereali, pollo, latte vengono sanzionate.

La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del Governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio.

Loro la chiamano “pressione economica”. Io la chiamo terrorismo della fame.

DENUNCIA DEI MIEI MEDICI.:

Denuncio che i nostri medici, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli. Non perché non abbiamo talento. Ma perché il blocco ci impedisce di accedere alle forniture, ai ricambi, alla tecnologia.

 I nostri scienziati hanno creato cinque vaccini contro il Covid-19. Cinque. Senza l’aiuto di nessuno. Contro venti e maree. Contro il blocco e le menzogne. Eppure, l’impero ci punisce per averlo realizzato.

AL MONDO DICO:

Cuba non chiede l’elemosina. Cuba non chiede soldati. Cuba non chiede che ci amiate. Cuba chiede giustizia. Niente di più. Niente di meno.

 Vi chiedo di smettere di normalizzare la sofferenza del mio popolo.

Vi chiedo di chiamare il blocco con il suo nome:

CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ.

Vi chiedo di non lasciarvi ingannare dalla favola del “dialogo” e della “democrazia”, mentre ci strangolano. Non vogliamo carità. Vogliamo che ci lascino vivere.

  • Ai governi complici che tacciono: La storia vi presenterà il conto.
  •  Ai media che mentono: La verità trova sempre una via d’uscita.
  • Ai carnefici che firmano sanzioni: Il popolo cubano non dimentica e non perdona.

A coloro che hanno ancora umanità nel cuore: Guardate Cuba. Guardate cosa le stanno facendo. E chiedetevi: da quale parte della storia voglio stare?

Da questa piccola isola, con un popolo gigante, una cubana comune che si rifiuta di arrendersi.

Ikay Romay.

Commento di Massimo Vita

Questa lettera non ha bisogno di commenti ma io la sto diffondendo perché tutti i cittadini liberi prendano davvero coscienza di come va il mondo oggi e di come il diritto internazionale sia sostanzialmente diventato carta stralcia.

Questo accade per cuba, per le tante guerre nel mondo, per l’arroganza dei signori delle armi e per un uomo come Tramp che si arroga il diritto di azione contro tutto e tutti.

La speranza che ci resta e quella che il mondo possa cambiare grazie a chi, come questa donna non si arrende.

QUANDO ANCHE LA DISABILITA’ È UN PROGETTO DI VITA

di Elena Ferroni

Per coloro che, come me sono cresciuti riferendosi alle persone come handicappati, portatori di handicap, disabili, minorati, finalmente sono tutte parole e modo di pensare la persona da mettere da parte, al più da citare in una memoria storica di come si è evoluto il linguaggio per descrivere queste caratteristiche nel tempo. Attualmente infatti, si parla di persona con disabilità, con bisogno di sostegno più o meno intenso, che le consenta di partecipare ai contesti di vita. Questo cambio di linguaggio e di paradigma, già avviato dalla Classificazione Internazionale del Funzionamento (ICF, 2001) e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità (2006) trova pieno spazio nella riforma della disabilità, introdotta nel nostro paese principalmente con il Decreto Legislativo n. 62/2024 (in attuazione della Legge Delega 227/2021). Tale apparato legislativo segna un passaggio storico, da una visione puramente “medica” della disabilità, si propone un approccio bio-psico-sociale. La disabilità viene così definita come il risultato dell’incontro tra una compromissione duratura della salute (fisica, mentale, sensoriale) e le barriere del contesto circostante, che impediscono la partecipazione alla vita sociale. Non conta quindi soltanto lo stato di salute della persona, , ma “cosa le impedisce di “partecipare a pieno nell’ambiente in cui vive, che può essere modificato riducendo le barriere e soprattutto ricercando gli elementi facilitatori, anche con sostegni costruiti su misura. L’attivazione per il riconoscimento della condizione di disabilità e dei correlati sostegni, si apre con un certificato medico trasmesso ad INPS. Questo avvia il procedimento amministrativo chiamato valutazione di base, che si concluderà entro 90 giorni, con il riconoscimento o meno della condizione di disabilità. Per semplificare la burocrazia, è stato infatti eliminato il sistema frammentato delle commissioni ASL, L’INPS diventa l’unico soggetto responsabile dell’accertamento. Attraverso la valutazione di base, in una sola visita si accerta invalidità civile, cecità, sordità, necessità di sostegno scolastico, inserimento lavorativo, agevolazioni tributarie, fiscali e alla mobilità.

Accanto alla semplificazione del procedimento di valutazione, il vero cuore della riforma è ciò che accade dopo l’accertamento della condizione di disabilità. Ogni persona con disabilità di ogni età infatti, o chi la rappresenta, in qualsiasi momento, può richiedere all’ambito territoriale sociale l’elaborazione del progetto di vita. Questo avvierà l’attività della unità di valutazione multidimensionale, nella quale la persona con disabilità è protagonista ed interlocutore, messo nelle condizioni di comprendere il processo e partecipare attivamente, per la costruzione del suo progetto di vita. La valutazione multidimensionale non è una visita medica, la condizione di disabilità è già certificata dalla valutazione di base, adesso si sposta l’attenzione sugli obiettivi che la persona vuole e può raggiungere, in ambito cognitivo, affettivo, abitativo, di formazione e lavoro, di partecipazione ai contesti di vita che desidera, preferisce e sceglie. La persona con disabilità esprime le sue aspettative e preferenze, che insieme ad un’équipe multidisciplinare composta da professionisti sanitari e sociosanitari, enti del terzo settore, responsabili per l’inclusione scolastica e l’inserimento lavorativo, vengono tradotti in obiettivi, bisogni di sostegno e servizi. Tutto questo confluisce nel budget di progetto, un fondo unico che raccoglie le risorse umane, professionali, ambientali, economiche, strumentali, e di comunità, messe a sistema per l’erogazione dei sostegni attivati per la realizzazione di quanto previsto dal progetto di vita individuale. Il responsabile del progetto di vita ne curerà poi l’avvio e l’attuazione, darà impulso all’espletamento nei diversi ambiti coinvolti (formazione, lavoro, percorso riabilitativo e sanitario, contesti abitativi e ricreativi), monitorando il raggiungimento degli obiettivi e promuovendo eventuali rimodulazioni. Il progetto di vita individuale è dunque molto diverso da un insieme di sussidi slegati tra loro, si tratta invece di un piano personalizzato e partecipato che accompagna la persona in ogni fase della vita. La persona con disabilità , o chi la rappresenta, è titolare del progetto e partecipa attivamente alla sua richiesta e stesura, anzi di più, può scrivere e presentare una proposta iniziale di progetto di vita, che è punto di partenza del processo di elaborazione successiva.

Siamo attualmente, (marzo 2026, in una fase cruciale: la sperimentazione del nuovo procedimento per accertare la condizione di disabilità, si è appena estesa a 60 province italiane (40 nuove province aggiunte il 1° marzo 2026), con l’obiettivo di andare a regime su tutto il territorio nazionale entro il 1° gennaio 2027.

Aspettando che anche Siena entri nella fase di sperimentazione della nuova modalità di accertamento della condizione di disabilità e nella formazione delle unità di valutazione multidisciplinare per la stesura del progetto di vita, lascio due riflessioni in conclusione: la prima è che la riforma, oltre ad un cambio di paradigma nel descrivere e sostenere la persona con disabilità, porta in sé anche un’evoluzione dei servizi ed avvia una possibilità tra i professionisti sociosanitari e sociali pubblici, degli enti convenzionati e del terzo settore, per un dialogo creativo, che darà vita a prossimità e contesti di comunità presenti ed efficaci. La seconda pennellata infine, la prendo in prestito dal pedagogista Mario Tortello, che parlava della persona con disabilità dicendo “Pensami adulto”, perché si guardasse il bambino già da piccolo in prospettiva, pensando appunto ad un progetto di vita. Questo nuovo apparato legislativo ed organizzativo che costituisce la riforma della disabilità, ce ne dà una nuova e forse inedita occasione. Speriamo di essere abbastanza pronti e capaci di coglierla.

CONSIGLI DI LETTURA

di Antonio Garosi

CESARE

La conquista dell’eternità

ALBERTO ANGELA è paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, dopo aver portato i lettori a conoscere la vita nell’Urbe in Una Giornata Nell’Antica Roma e dopo a spasso nelle conquiste di Roma seguendo una moneta in Impero, ora ci porta a conoscere Giulio Cesare in Cesare, La Conquista Dell’Eternità.

Immaginate di partire assieme a Giulio Cesare e alle sue legioni.

È il 58 a.C., la Gallia è una terra lontana, abitata da popolazioni bellicose, mai dome, che hanno già inflitto dolorose sconfitte ai Romani. Ma è anche una terra ricca e prospera. Giulio Cesare vuole conquistarla, per sé e per Roma, e per farlo è disposto ad affrontare ogni avversità: estenuanti marce nella neve e battaglie sanguinose, intrighi di palazzo e tradimenti, ponti da costruire e flotte da creare da zero, foreste che si dicono stregate e santuari con scheletri decapitati. Sarà un viaggio avventuroso e pieno di scoperte, che Cesare guiderà con il coraggio e la curiosità di Ulisse.

Oltre a questo naturalmente c’è molto altro: sarà anche un viaggio interiore, a fianco di un uomo implacabile e geniale, carismatico e instancabile, eppure non privo di dubbi e paure recondite. Un condottiero con i suoi lati oscuri e violenti, ma anche un fine pensatore e un grande scrittore, che ama con passione, tradisce ed è tradito, che è fidanzato, marito, padre, amante, vedovo.

Sullo sfondo del racconto, a completare il vasto affresco di quell’epoca cruciale per il destino di Roma e dell’Europa, ecco comparire Cicerone e Catullo, Cleopatra e Marco Antonio, Crasso e Pompeo, Calpurnia, la dolce moglie di Cesare, e Giulia, la sua amata figlia.

Una particolare menzione spetta alla copertina, sulla quale si può trovare un codice a barre che una volta inquadrato e fotografato con un telefono cellulare fa rivivere tramite un trailer il mondo romano. Le ricostruzioni dei volti, delle scene di battaglia e di vita quotidiana, realizzate grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, consentono inoltre di rivedere, come fossero attuali, fotogrammi di vita andati perduti. Tutto concorre a farci immergere nella Storia come raramente un libro era riuscito prima, permettendoci di sentirla così vicina e così viva.

Buona lettura.

COSA PENSO DELLA FESTA DELLA DONNA?

di Lorena Bandini, Federico Martelli e Lucia Pagano

L’otto marzo sarà la festa di tutte le donne. Quando è la festa della donna è molto bella perché mi diverto tanto. A Mamma Tina regalo una mimosa. Quando le faccio questo regalo lei è contenta. A lei piace molto. Quando la vede è contenta. Quando è la Festa Della Donna faccio anche questo regalo alle ragazze dell’U.I.C.I. E io, Federico Martelli, la mimosa la acquistiamo dal fioraio. Quando è l’otto marzo il giorno prima telefoniamo al fioraio e gli diciamo:” Buon giorno! Sono il Babbo di Federico! Vorrei ordinare una mimosa per Mamma. Allora lui la ordina tramite il suo cellulare e il giorno dopo Tina dice:” Che bella mimosa! Grazie! Babbo Massimo! Grazie Federico! Sono molto contenta! Mi è piaciuta tanto! Sono contenta!” E anche noi quindi siamo molto contenti!

Io invece Lucietta penso che in questa giornata le donne, nostre amiche, meritino un regalo che sicuramente faranno vedere a chi va a trovarle e conserveranno con piacere. Spero che anche quest’anno possa ricevere una mimosa da chiunque me la voglia donare.

E infine io Lorena Bandini penso che le donne debbano avere diritto alla pace, al rispetto e all’amore per tutti i giorni dell’anno.

SETTIMANA MONDIALE DEL GLAUCOMA, DUE GIORNI DI SCREEENING GRATUITI DEDICATI IN PARTICOLARE SANI O CON FAMILIARITÀ PER GLAUCOMA

 Anche nel 2026 l’Oculistica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese aderisce alla settimana mondiale del glaucoma. Giovedì 12 e venerdì 13 marzo si terranno degli screening gratuiti, dalle ore 9 alle 13, al lotto 1 piano 7 ambulatorio 27 (stanza 25 per accettazione). Le visite di screening, dedicate in particolare a pazienti sani o con familiarità per glaucoma, saranno effettuate dal dottor Leonardo Ciompi e dal dottor Fausto Pennarola, per prenotare è necessario telefonare allo 0577 585663 da lunedì 9 a martedì 10 marzo, dalle ore 13 alle 14. L’Aou Senese aderisce alla Settimana mondiale del Glaucoma, in collaborazione con l’UICI Siena, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. «Il rischio maggiore del glaucoma è la sua asintomaticità – afferma il professor Gian Marco Tosi, direttore dell’UOC Oculistica -. Nella maggior parte dei casi non provoca dolore, non causa appannamento visivo immediato e i danni si accumulano senza che il paziente se ne accorga in tempo. A differenza di altre patologie il danno al nervo ottico causato dal glaucoma non può essere riparato, la terapia infatti serve a fermare o rallentare la progressione. È fondamentale per la prevenzione del glaucoma la misurazione della pressione oculare, un esame rapido e indolore che può rivelare il principale fattore di rischio. Infine – conclude il professor Tosi – è particolarmente da monitorare l’anamnesi familiare: se in famiglia ci sono casi di glaucoma, il rischio individuale aumenta significativamente. In questi casi i controlli periodici divengono di primaria importanza».

Fonte: Settimana mondiale del Glaucoma, due giorni di screening gratuiti dedicati in particolare a pazienti sani o con familiarità per glaucoma – Azienda ospedaliero-universitaria Senese

GIOCHI PARALIMPICI INVERNALI 2026: SPORT, EMOZIONI E OPPORTUNITÀ

di Enza Pipitone

Dal 6 al 15 marzo 2026 l’Italia è di nuovo protagonista nel mondo dello sport internazionale con i Giochi Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. Dopo vent’anni dal grande evento di Torino 2006, gli atleti paralimpici si sfidano sulle nevi e sui ghiacci di diverse località italiane.

I Giochi si svolgono tra Milano, Cortina d’Ampezzo e Tesero (Val di Fiemme), con l’apertura ufficiale fissata per il 6 marzo all’Arena di Verona e la cerimonia di chiusura il 15 marzo al Cortina Olympic Ice Stadium.

Circa 665 atleti provenienti da più di 50 paesi gareggeranno in 79 eventi distribuiti in sei sport paralimpici.

Le discipline in programma includono lo sci alpino, il para biathlon, lo sci di fondo, il para snowboard, l’hockey su ghiaccio e il curling in carrozzina.

Queste discipline rappresentano in modo esemplare lo spirito delle Paralimpiadi, dove l’innovazione tecnica, l’adattamento e l’eccellenza sportiva si fondono con valori di inclusione e resilienza.

Lo sci alpino e lo sci di fondo mettono in luce la capacità degli atleti di affrontare velocità, resistenza e precisione su tracciati impegnativi. Il para biathlon, combinando sci di fondo e tiro, richiede non solo una straordinaria preparazione fisica ma anche grande controllo mentale, rendendo la sfida ancora più completa.

Il para snowboard porta alle Paralimpiadi uno spirito giovane e dinamico, valorizzando equilibrio, coordinazione e spettacolarità, mentre l’hockey su ghiaccio paralimpico è uno degli sport più intensi del programma: velocità, contatto fisico e gioco di squadra lo rendono una delle discipline più seguite dal pubblico. Infine, il curling in carrozzina esalta strategia, precisione e collaborazione, dimostrando come la componente tattica sia centrale quanto quella atletica.

L’Italia schiera una squadra forte e numerosa: 40 atleti, di cui 35 uomini e 5 donne, con 11 esordienti al loro primo grande appuntamento paralimpico. Tra loro vediamo campioni di sci alpino, snowboard, sci nordico, biathlon, curling in carrozzina e para ice hockey.

Alcuni atleti non vedenti, insieme alle loro guide, sono pronti a dare il massimo sulle piste di casa.

L’obiettivo per l’Italia è migliorare o almeno eguagliare il bilancio di Pechino 2022, dove gli azzurri conquistarono 7 medaglie.

Giacomo Bertagnolli è senza dubbio il nome più atteso della spedizione italiana.

Il trentino è uno degli sciatori paralimpici più vincenti nella storia dello sport italiano, con 8 medaglie paralimpiche già conquistate in precedenti edizioni e numerosi successi ai Mondiali e in Coppa del Mondo. Figura costante nei vertici delle gare di gigante, slalom, super‑G e combinata, Bertagnolli punta a ripetersi e possibilmente aumentare il bottino di medaglie a Milano Cortina 2026, sfruttando il vantaggio di gareggiare in casa.

Oltre allo sci alpino, altri atleti paralimpici italiani puntano a risultati di rilievo nelle varie discipline anche se il livello internazionale è estremamente competitivo.

Sono comunque tutti eventi da non perdere.

Le Paralimpiadi invernali ci ricordano che lo sport non è una questione di ciò che manca, ma di ciò che si può fare. Ogni gara sposta lo sguardo dai limiti alle possibilità, dal deficit alla competenza e  la finalità va oltre il risultato sportivo: è un invito a ripensare il concetto stesso di abilità.

Questi Giochi ci chiedono di misurare il successo non solo in medaglie, ma di rendere visibile ciò che spesso resta ai margini, di ispirare società più inclusive. Perché quando lo sport mostra ciò che è possibile, apre strade che vanno ben oltre l’arena competitiva.

SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE PRESSO L’UNIONE ITALIANA DEI CIECHI E DEGLI IPOVEDENTI ETS- APS SEZIONE TERRITORIALE DI SIENA

PUBBLICATO IL BANDO SCU 2026

PRESENTA LA DOMANDA ENTRO L’8 APRILE 2026

È stato pubblicato sul sito del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale il Bando per la selezione di 65.964 operatori volontari, da impiegare in progetti afferenti a programmi di intervento di Servizio Civile Universale da realizzarsi in Italia e all’estero. Quest’anno, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (di seguito UICI) offre complessivamente 1.195 posti articolati in 2 Programmi d’intervento per complessivi 9 progetti.

LA DOMANDA

I progetti in cui la nostra sede territoriale è coinvolta sono:

  • Programma LOW VISION:
    • Progetto BOREA: CODICE SEDE SU 171438 – UICI – Sezione Territoriale di Siena – 2 posti disponibili di cui Nr.1 GMO
    • Progetto BLIND EDU – CARE: CODICE SEDE SU 171438 – UICI – Sezione Territoriale di Siena – 1 posto disponibile
  • Programma VEDERE OLTRE:
  • Progetto SIGHT FIRST: CODICE SEDE SU 171438 – UICI – Sezione Territoriale di Siena – 2 posti disponibili di cui Nr.1 GMO
  • Progetto EDU SIGHT: CODICE SEDE SU 171438 – UICI – Sezione Territoriale di Siena – 1 posto disponibile

SCADENZA DEL BANDO

IL BANDO scade alle ore 14:00 dell’8 aprile 2026

La domanda di partecipazione è presentabile esclusivamente online attraverso la piattaforma Domande on Line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo

https://domandaonline.serviziocivile.it

per maggiori dettagli dei progetti qui: https://www.uicisiena.org/servizio-civile/

Dona il tuo 5×1000 all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS – APS sezione territoriale di Siena

il nostro codice fiscale è

80002240523

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