Fabio Marazzoli - Lo sguardo nel buio
La notte scura di Collitondi si colora di rosso per il sangue versato sul selciato da un povero cieco barbaramente ucciso in una tetra viuzza del paese. Omicidio compiuto da alcuni balordi oppure una tragica coincidenza di un uomo che non doveva trovarsi in quel luogo in quel momento? A questi e altri quesiti deve rispondere il commissario Cantagallo. Il Questore Zondadari, invece, non si pone domande e vuole archiviare il caso. Per il Questore si è trattata di una tragica fatalità: uno scontro fra bande rivali della malavita cinese locale, dove il cieco si è andato a infilare per puro caso. Cantagallo replica e non accetta la versione dei fatti del suo capo che non sta ritta nemmeno con i fili. Il Questore agita davanti agli occhi del commissario lo spauracchio delle ‘Furie gialle’ e Cantagallo sventola davanti a quelli di Zondadari quello di una magra figura investigativa immortalata dalla carta stampata dei giornali locali. Il commissario convince il Questore, e inizia la sua ricerca certosina di tracce e indizi per scoprire il colpevole dell’omicidio. All’inizio tutto appare troppo plausibile e troppo semplice per essere vero. Cantagallo non è convinto e vuole vederci chiaro perché l’indagine presenta ancora alcuni punti oscuri. Poi, improvvisamente, l’oscurità che avvolge questo caso è squarciata da una luce che illumina la strada giusta di Cantagallo e gli indica il percorso da seguire per comprendere quello che è accaduto. La strada da fare è tortuosa e tutti i meandri sono analizzati nella stanza da lavoro del commissariato che è un vero e proprio laboratorio investigativo. Analizzare le tracce è il pane quotidiano di Cantagallo che troverà anche il tempo di fare un salto a un ristorante cinese, ma non per mangiare. Allora in questa storia c’entrano davvero i cinesi? Forse sì e forse no. Senz’altro il colloquio del commissario con un certo signor Miao apre uno spiraglio nel buio dell’indagine. Alla fine c’è un colpo di scena e il colpevole cade nell’astuta trappola costruita dal commissario. Cantagallo compie un tormentato arresto e cattura l’omicida che con un delitto voleva cambiare il proprio destino. Forse l’assassino faceva meglio a conoscere le lingue orientali, dove un antico detto cinese dice: “È più facile deviare il corso di un fiume o spianare una montagna che cambiare l’animo di un uomo”. |
Fabio Marazzoli nasce a Firenze, in Toscana, nel 1961 dove si laurea in Scienze Agrarie e lì vive per venti anni. Dal 1990 lavora a Siena come informatico di un importante gruppo bancario senese. Scrive a Poggibonsi, in provincia di Siena, dove vive dal 1991 con la sua famiglia. Volumi già pubblicati: “Dentro un vicolo cieco” (Lalli - 2007), “Omicidio sotto il sole” (Lalli – 2008). In questo periodo sta lavorando all’episodio del secondo romanzo giallo del commissario Cantagallo e alla seconda inchiesta.
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