Siamo l’associazione che storicamente ha promosso e guidato Il riscatto dei ciechi in Italia è, che opera per il raggiungimento delle pari opportunità.

Abbiamo condotto battaglie epocali: il riconoscimento della capacità giuridica, il diritto all’istruzione e al lavoro, il diritto alla pensione e alle carriere direttive.

All’inizio del secolo scorso, i ciechi erano considerati inabilitati dal Codice Civile, erano condannati a vivere in condizioni di miseria e di povertà. Gli istituti ad essi dedicati, pur presenti in gran parte del territorio nazionale, erano unicamente dei ricoveri da cui gli ospiti uscivano, tranne rare eccezioni, per suscitare pietà in occasione di qualche manifestazione di beneficenza o di qualche funerale.

Oggi i disabili visivi sono in grado di studiare nella scuola di tutti; occupano dignitosi posti di lavoro; sono integrati nella società, anche se molti sono ancora gli ostacoli da superare per il conseguimento delle pari opportunità.

Nata e cresciuta come "associazione di rappresentanza", l'Unione Italiana dei Ciechi ha saputo promuovere, presso le pubbliche Istituzioni, le legittime aspirazioni dei disabili visivi ad essere cittadini tra i cittadini.

La sezione di Siena, intitolata a un suo storico presidente, amato da tutti: il cavaliere Attilio Borelli è per tutti i ciechi e gli ipovedenti, una calorosa famiglia dove si può trovare stimoli e risorse per vivere dignitosamente la propria disabilità.

  • tel.:057746181
  • Fax. 0577237371
  • Segreteria telefonica per comunicati della sezione: 05771652706
  • Cellulare per servizi di accompagnamento:3296429251

Ultime notizie

 


 

 

Visto! Numero 11

Visto!

 

Periodico di informazione della sezione di Siena - numero 11 - luglio 2016

 

Direttrice responsabile: Susanna Guarino

Registrazione Tribunale di Siena n. 3 del 5/8/2014.

 

Con il contributo di: ESTRA

 

Sezione  Cavaliere Attilio Borelli

Viale Cavour, 134 Siena

Telefono 0577 46181

e-mail: uicsi@uiciechi.it

Sito internet: www.uicisiena.org

 

Un manager che guarda alle persone

Intervista a Claudio Corsi

 

D. Che cos’è il credito cooperativo e quale il suo futuro?

Il Credito Cooperativo è una rete di banche che sono nate sulla spinta della Rerum Novarum (del XIX secolo) grazie alla intraprendenza e capacità di riscatto per opera di parroci di campagna; da sempre, le BCC basano la loro operatività sul fatto di offrire concretamente servizi ed attività bancarie facendo leva sul mutualismo. Nel tempo il movimento della cooperazione di credito si è fortemente sviluppato; da piccola Cassa rurale, nata all’ombra del campanile della chiesa di paese, si è trasformata accompagnando lo sviluppo economico del nostro Paese. L’attività si è fortemente concentrata nel sostenere i piccoli imprenditori e le famiglie del territorio di riferimento. Inizialmente, si limitava alla presenza di un solo sportello; nel tempo l’attività delle Casse rurali si è sviluppata seguendo la struttura economica del nostro Paese riconoscendo il ruolo di contiguità territoriale e di localismo dal profilo anticiclico. Queste caratteristiche, unite alla volontà di costruire relazioni stabili nel tempo, hanno consentito di sviluppare un vantaggio competitivo importante ed un riconoscimento di ampia soddisfazione nell’ambito del panorama bancario nazionale; per rendere concreto questa affermazione, vale la pena sottolineare che le 370 Banche di Credito Cooperativo esistenti nel nostro Paese hanno un “peso” che le pone al terzo posto della graduatoria per quote di mercato: circa il 10% del totale sia di raccolta che di impieghi (prestiti). Un risultato di indubbia importanza e di grande responsabilità verso soci, imprese e famiglie. Le recenti regole su base europea hanno comportato anche la necessità di presidiare il mercato in una forma diversa e di maggiore sicurezza per i propri stakeholders; in questa ottica va interpretata la recente riforma emanata del Governo italiano e che investe il movimento del Credito Cooperativo. Lo scenario che si prefigura per il futuro nell’ambito del decreto legge emanato a metà aprile di quest’anno, individua due possibilità. La prima, che coinvolge la quasi totalità delle BCC, prevede la costituzione di una holding bancaria al cui capitale sociale parteciperanno le stesse banche; è previsto che una quota inferiore al 50% del patrimonio possa essere raccolto all’esterno del mondo cooperativo. La holding avrà il compito specifico di esercitare i poteri di indirizzo e coordinamento di tutte le banche ad essa aderenti attraverso un cosiddetto “contratto di coesione” sottoscritto dalle stesse BCC. In base alle previsioni attuali (comunque in corso di strutturazione) sotto questo profilo, l’autonomia gestionale delle singole banche sarà graduata in base ad un principio di meritevolezza. Maggiore autonomia sarà concessa alle BCC virtuose e con i conti in “regola”. Per vedere funzionante il nuovo assetto strutturale saranno necessari tempi tecnici di 18/24 mesi rispetto alla costituzione della holding ed i relativi provvedimenti di attuazione che ne discenderanno. Sembra, tuttavia, chiaro che una parte dell’autonomia delle banche locali sarà “compromessa” dal nuovo impianto normativo e qualche riflesso sul piano della dimensione relazionale con il territorio potrà verificarsi con ragionevole probabilità. La seconda possibilità riguarda solo le BCC con patrimonio superiore ai 200 milioni (non superiori ad una decina); queste potevano esercitare la cosiddetta “way out” entro la metà del mese scorso di giugno. Questa previsione normativa consente di effettuare uno scorporo dell’attività dalla BCC ad una Società per Azioni che eserciterà l’attività bancaria ed il cui capitale è posseduto da una cooperativa (holding) che si occuperà anche dell’attività mutualistica. A fronte di tale opzione la banca dovrà versare una imposta straordinaria a valere sul patrimonio della banca nell’entità del 20%. Si tratta di un bel sacrificio che viene richiesto, da parte del Governo, alla BCC che esercita tale opzione. Rimane fermo il principio che tale richiesta è poi subordinata all’autorizzazione da parte degli Organi di vigilanza preposti: Banca d’Italia e Banca Centrale Europea. ChiantiBanca ha i requisiti previsti dal decreto legge ed ha presentato il 14 giugno l’istanza in questione.

 

D. ChiantiBanca è una cooperativa ma anche una impresa; come si conciliano le due facce?

ChiantiBanca è un’impresa cooperativa che esercita attività creditizia e come tale promuove lo sviluppo economico e la crescita del suo territorio distinguendosi per il suo orientamento al bene comune ed alla coesione sociale. Questo si legge nei principi ispiratori dell’articolo 2 dello Statuto. Si può agilmente notare che si tratta di un impegno ed una responsabilità di vasti significati.

Non bisogna mai scordarsi che le banche cooperative sono prima di tutto imprese e poi cooperative. Occorre pertanto sottolineare che vi è la necessità di gestire queste aziende secondo criteri di efficacia e di efficienza economica altrimenti potrebbero venire meno le finalità che sono alla base dell’esistenza di questa particolare categoria di imprese. In quanto tali, devono orientare la loro attività di business in modo tale da creare valore per i propri interlocutori (soci, imprese, famiglie, organizzazioni del terzo settore) affinché i risultati della gestione siano coerenti con le aspettative dei medesimi. Se la banca non riesce a produrre utili, non potrà assolvere quel ruolo mutualistico che, a livello locale, risulta l’elemento distintivo per eccellenza. Potremmo affermare che tale caratteristica la pone come soggetto che riveste un ruolo di responsabilità sociale di primaria importanza quale interlocutore caratterizzato da un’eticità che ha due importanti declinazioni. La prima riguarda la capacità di allocare le risorse affidate dai risparmiatori in maniera efficiente a quei prenditori di denaro che presentano progetti realizzabili (e pertanto finanziabili). La seconda attiene la capacità di redistribuire gli utili che derivano dall’impresa cooperativa nei confronti dei soggetti del Terzo settore; anche in questo ambito, occorre, a fronte delle risorse disponibili, che la BCC sia in grado di operare una efficace selezione dei progetti che le vengono sottoposti affinché sia salvaguardata la meritevolezza e l’attenzione ai diversi interventi che hanno una diffusa ricaduta in ambito culturale o sociale. Personalmente, sono profondamente convinto che sia necessaria un’attenzione primaria agli aspetti di tipo aziendalistico e da questi esercitare quell’azione mutualistica connaturata alla Banca cooperativa. ChiantiBanca ha cercato di interpretare questo suo importante ruolo e molte ne sono le testimonianze al riguardo. Voglio citare una  iniziativa per sottolineare l’importanza del ruolo sociale e di coesione che cerca di sviluppare: la creazione di ChiantiMutua; una società di mutuo soccorso che in pochi anni è divenuta la prima in Italia con quasi 10.000 associati. L’obiettivo della Mutua è quello di essere sostenitori di un welfare complementare in un momento storico in cui le risorse pubbliche tendono a non assolvere in pieno alle aspettative esistenti nei diversi territori. E’ in tali circostanze che l’importanza di creare reti di protezione ad ampio respiro possono validamente costituire un collante sociale avvertito in maniera essenziale.

 

D. Ci dà un consiglio per salvaguardare i risparmi dei cittadini  utenti della banca o delle banche?

Si tratta di un argomento di elevata complessità soprattutto alla luce degli accadimenti che, negli ultimi tempi, hanno riguardato il sistema bancario; per lo meno in alcuni suoi aspetti. Mi riferisco alla perdurante crisi economica che ha un carattere principalmente strutturale e che ha messo in evidenza le lacune di un sistema economico fondato esclusivamente sul sostegno ai consumi. Le banche ne sono state coinvolte per molteplici ragioni essendo intermediari del credito che molta importanza rivestono in campo economico. Tuttavia, non posso esimermi dal tratteggiare qualche elemento di attenzione da riservare a chi voglia affidare le risorse che, con fatica, sono sottratte ai consumi attuali. Da sempre ci si è immaginati che i risparmi accumulati non potessero essere erosi da nulla; pertanto, nella mente di ognuno di noi si è legittimamente consolidata l’idea di essere protetti da qualsiasi rischio nel momento in cui si affidava il risparmio a soggetti professionalmente deputati a svolgere l’attività di intermediazione creditizia. Oggi questo principio in qualche modo stenta ad essere rispettato con la stessa coerenza con cui siamo abituati a pensare. Per tornare all’attenzione che si deve avere nell’investire il proprio risparmio, occorre non farsi mai attrarre da rendimenti non coerenti con quelli di mercato: alte remunerazioni sono collegate ad elevati rischi dell’investimento. Meglio la prudenza con rendimenti inferiori per non intaccare il capitale, ovvero la somma investita. Altro elemento da sottolineare è quello di affidarsi alla consulenza ed il proprio risparmio a soggetti nei quali riponiamo la massima fiducia che, comunque, deve essere sempre misurata in ogni momento.

Massimo Vita

 

“Visto!”: Il periodico dell’Uici di Siena Una sfida vinta

E’ stato protagonista su Slash Radio, con la lunga intervista di Luisa Bartolucci, il periodico “Visto” che l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti della sezione di Siena pubblica ormai da due anni. E’ stato infatti il presidente Massimo Vita a celebrare, con la ribalta nazionale, il decimo numero del giornale della sezione, che ha cadenza trimestrale e che sta conquistando un sempre maggiore successo nel panorama dell’informazione cittadina proveniente dalle associazioni. “Abbiamo sentito la necessità di parlare non solo all’interno ma soprattutto all’esterno – ha detto Massimo Vita – utilizzando uno strumento realizzato in maniera professionale. Nel nostro giornale c’è spazio non solo per le problematiche dell’associazione ma anche per i temi ed i personaggi più importanti della città. E tutti si sono sempre dimostrati collaborativi a collaborare con noi”. Massimo Vita ha parlato poi della composizione della redazione e del contributo che tutti riescono a fornire alla realizzazione del periodico: “Ci lavorano giovanissimi e anche persone mature, ma tutte con lo stesso entusiasmo, coordinati da una direttrice professionista che supervisiona tutto il materiale e l’impaginazione”. Nel corso degli oltre venti minuti dedicati al trimestrale “Visto” ha parlato anche Elena Ferroni, consigliere regionale dell’Uici e elemento portante della pubblicazione. “Il nostro giornale ha avuto un ottimo successo – ha spiegato – essendo fruibile in più modi, sia quello cartaceo che quello audio, e ci ha permesso di farci conoscere. La pubblicazione su #Siena ha permesso di raggiungere un pubblico enorme, ed abbiamo avuto riscontri più che positivi. Le difficoltà della realizzazione sono state soprattutto di ordine pratico: imparare come fare una buona impaginazione, mantenere i tempi e le misure, ma stiamo imparando”. “Visto non è un giornalino, è un vero e proprio giornale – ha spiegato il direttore Susanna Guarino – e la sfida è stato realizzarlo professionalmente con un gruppo che non aveva mai fatto esperienza di questo genere, ma l’entusiasmo è stato tale che tutti hanno cercato di attenersi alle indicazioni. Durante le riunioni decidiamo un filo conduttore da approfondire nel numero in preparazione, e su quello individuare gli approfondimenti da fare e i personaggi da intervistare, che vanno dalla politica, all’amministrazione, sanità e sport”. “La nostra è stata una sfida – ha concluso il presidente Massimo Vita – ma possiamo dire di averla già vinta. E siamo pronti a fare ancora meglio”.

Susanna Guarino

 

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IMMAGINI E PAROLE

di Martina Medori e Rossella Miccichè

Due amiche, una comune passione per il cinema, la letteratura e il racconto di come le parole diventano immagini. In questo numero ci parlano del film

 

LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA - QUANDO IL SILENZIO URLA

Palermo 1743, La figlia di una nobile famiglia siciliana, Marianna, vive la sua tragica condizione di bambina e poi moglie sordomuta di un cugino della madre, Pietro Ucria di Campo Spagnolo, al quale viene data in sposa, a soli 13 anni, al fine di far imparentare la famiglia con una delle dinastie più ricche della Palermo di quell’epoca. Così si apre uno dei più famosi romanzi della grande ed eclettica scrittrice toscana Dacia Maraini, pubblicato nel 1990, accolto già quell’anno da un grande successo di pubblico e vincitore del Premio Campiello. L’iconica protagonista, fin dall’infanzia, mostra una grande passione per la lettura -dentro la quale costruisce il proprio mondo- nonché una straordinaria intelligenza. Queste doti tuttavia non sono ben viste dal marito zio (in quanto dipanatrici, a suo parere, delle idee liberali delle correnti illuministiche che in quegli anni circolavano negli ambienti intellettuali d’Europa) e che invece solo il padre, profondamente legato a lei, apprezza; pur sempre a proprio modo infatti, quest’ultimo tenta di proteggere il più possibile la figlia dalla freddezza e dall’atteggiamento scostante con cui la madre e i fratelli si rivolgono a lei e prova persino a liberarla dal suo fardello di silenzio con metodi non troppo consoni. Nella Sicilia del Settecento dunque, mentre nel resto d’Europa si assiste al secolo dei lumi, si vive in un clima cupo e pieno di contraddizioni, dove le famiglie nobili come quella degli Ucria pensano solo al denaro, all’onore e al combinare matrimoni di interesse o a chiudere i figli nei conventi, decidendo così della loro vita. Nell’esistenza silenziosa di Marianna, oltre ai volti che fanno parte della sua quotidianità e sulle cui labbra lei legge le parole e i pensieri, si affacciano di tanto in tanto voci che la riportano all’infanzia, voci che la condurranno poi a scoprire la verità sul proprio passato.  Paradossalmente, la menomazione che affligge la vita della ragazza, e insieme la sua spiccata intelligenza e saggezza, porteranno Marianna ad essere completamente diversa dal suo popolo, dal mondo in cui è sempre vissuta, dal contesto culturale chiuso, retrogrado e meschino dal quale proviene e a sopraelevarsi rispetto ad essi per raggiungere un giorno luoghi e mondi di cui fino a quel momento aveva appreso solo dai libri. Da quest’opera verrà poi tratto un film omonimo, che uscì nel 1997 con la regia di Roberto Faenza e le musiche del grande Ennio Morricone, in cui Emmanuelle Laborit riveste il ruolo della protagonista e Roberto Herlitzka è lo zio marito Pietro. Anche il film fu molto apprezzato e insignito di vari premi tra cui il David di Donatello e il Nastro d’Argento. L’unica critica rilevante che gli venne mossa fu quella di non essere perfettamente aderente al romanzo: vengono introdotti infatti alcuni personaggi e vicende del tutto assenti nell’opera della Maraini (come l’istruttore dei figli che insegna a Marianna il linguaggio dei segni) e altre, di un certo peso nel libro, vengono viceversa tralasciate. Nel complesso tuttavia si tratta di un film di pregio; la qualità fondamentale della pellicola è quella di essere particolarmente attenta a rendere nella giusta luce l’atmosfera oziosa e oscura della Sicilia del Settecento, grazie anche a un’attenta fotografia e ad una recitazione accurata. La storia di Marianna in sintesi è un affresco storico preciso e scabro, ma contemporaneamente è molto di più: è la storia di una donna che è un po’ tutte le donne in tutte le epoche, e che nella sua menomazione trova non un ulteriore debolezza, ma il suo definitivo e orgoglioso riscatto.

 

 

SAPER GIOCARE BENE LA PARTITA DENTRO AI PROPRI LIMITI PER COMPIERE SCELTE PIENE DI VITA

Seconda parte dell’intervista a Wolfgang Fasser pubblicata su Visto! n 10

 

Wolfgang e la cecità, parliamone.

“Qualche volta quando mi fanno le interviste scrivono, questo non vedente ha fatto così, lo ha fatto anche senza vedere. Mi dà un po’ noia, - esclama per la prima volta con una punta di irritazione - Non è quello, io non mi definisco attraverso il non vedere, non è quello che caratterizza Wolfgang, io sono qualcosa di più, io non sono la mia cecità. E’ la condizione nella quale vivo, ma io non lo sono, Wolfgang è qualcosa di molto più grande del solo aspetto del non vedere. L’impegno in Africa, il centro di musicoterapia per bambini disabili, le attività che svolgo nell’eremo di Quorle, le mie docenze, la musica che amo suonare, non lo faccio perché non vedo, lo faccio perché sono Wolfgang e ho voglia di fare queste cose. E le faccio come riesco a farle, come una persona che guarda in un altro modo. Mi è stato sempre a cuore non definire attraverso il deficit. Non nego la disabilità visiva, avevo il cane, mi muovo con il bastone, ho il computer e lo smartphone che parlano, tutte queste cose ce le abbiamo perchè fanno parte della nostra vita. Non è però accurato concentrarsi troppo sull’aspetto del non vedere. E’ la mia missione di vita, che faccio e vivo orientandomi con i sensi con cui mi è possibile”.

 

Questa via particolare che è stata seminata dalle pietre di fuoco e consolidata con la lettura di Lusseyran, l’ha portata  fino all’esperienza di fisioterapista in Africa e alla scrittura del secondo libro “Tsela Tsoeu Ritorno in Lesotho.”…

“L’Africa è una certezza - mi interrompe Wolfgang - Su quest’argomento non ho più dovuto discutere con me stesso, lo sapevo, è così. Non c’erano dubbi. L’Africa la sognavo già da bambino. Uno degli ultimi libri che ho letto con i miei occhi, verso i 15 anni, era sull’Africa e ho sempre saputo che ci sarei andato un giorno. Così, ad un certo punto quando mi ero formato, ho lasciato la clinica e la carriera a Zurigo, la comodità, la sicurezza, il posto statale e sono andato a lavorare in Africa. La mia prima esperienza e del 1981 e in quegli anni mi dividevo tra il Lesotho e l’Università di Zurigo, dove tornavo per aiutare a formare fisioterapisti non vedenti. Adesso dal 2007 vado in Africa ogni anno per 2 mesi e mezzo e insegno in questi ospedali rurali, aiuto gli operatori sanitari a sviluppare la fisioterapia nelle comunità rurali del Lesotho.

 

Insieme all’attività ormai regolare in Africa, ci  sono progetti vecchi o nuovi per il futuro che ha voglia di condividere con i nostri lettori?

“In questo momento la mia vita è centrata su tre aspetti: due sono qui In Italia, c’è il centro di musicoterapia di Poppi dove lavoro con i bambini disabili e secondo sono guida e responsabile dell’eremo di Quorle della fraternità di Romena in cui facciamo tante attività di silenzio, ascolto della natura e infine l’attività in Africa. Questi sono i tre scenari dove sono attivo. In questo momento non sviluppo nuovi progetti, ma cerco di approfondire ciò che sto facendo. Specialmente l’Africa prende tempo, adesso sono 11 ospedali nei quali seguo una sessantina di allievi, dall’unico ospedale da cui siamo partiti. Mi concentro su quello che so fare io e il resto lo lascio agli altri. Per questo non svolgo più l’attività di fisioterapista in Italia, nel Casentino come ho fatto in passato, perché tocca ai giovani colleghi che sono proprio bravi lavorare e fare esperienza. Invece in Africa dove non ci sono altri che fanno quel lavoro, insisto di più”.

Elena Ferroni

 

“Baobab” - Un nuovo progetto di vita per i disabili visivi La proposta dell’UICI di Siena per il Welfare locale

Prende ispirazione dal magico albero delle savane africane il progetto proposto dall’UICI ONLUS di Siena per la nuova “Call for proposals” della Fondazione Monte dei Paschi di Siena sul Welfare locale. Come l’ombra del grande albero dalle radici rivolte verso il cielo, la creazione di uno luogo capace di accogliere e dare protezione a chi più ne ha bisogno è lo scopo del Centro Diurno Multidisciplinare “Babobab” per disabili visivi e pluriminorazioni associate nella provincia di Siena. La carenza di servizi specializzati sul territorio per persone con disabilità visiva e con pluriminorazioni aggiuntive relega, infatti, i soggetti stessi e i loro familiari all’isolamento e all’esclusione dalla vita sociale della comunità aumentando fortemente il carico familiare che ne aggrava le condizioni già molto critiche. Con la sua ormai storica attività di tutela e assistenza alle persone con disabilità visiva, che ne ha fatto una vera e propria istituzione, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS si fa portavoce di queste problematiche e si impegna quotidianamente al raggiungimento delle pari opportunità. La mission dell’associazione è infatti l'integrazione dei non vedenti nella società attraverso la creazione di strumenti operativi per sopperire alla mancanza di adeguati servizi sociali dello Stato e degli altri enti pubblici. Nasce così l’idea fortemente voluta dal Presidente dell’UICI Onlus di Siena, Massimo Vita, di creare una struttura ad hoc per l’erogazione di servizi socio-sanitarie e socio-assistenziali in grado di favorire una migliore qualità di vita ai soggetti con disabilità visiva e minorazioni plurime associate residenti nella provincia di Siena in una prospettiva di sviluppo che possa proiettarsi anche nel futuro, ovvero quando verrà meno il sostegno della famiglia.  Il tema della disabilità e della tutela dei soggetti più deboli è un nodo cruciale nell’attuale dibattito politico sulle politiche sociali soprattutto in questi anni di forte crisi economica, ragion per cui la Fondazione Monte dei Paschi contribuirà al finanziamento di uno studio di fattibilità per le proposte progettuali in concorso per il Bando “Le Istituzioni e il nuovo Welfare” a cui ha preso parte anche l’UICI ONLUS di Siena con il suo nuovo progetto di vita. L’ente specializzato scelto dall’UICI ONLUS di Siena per questo primo step di progettazione è l’agenzia LAMA - Development and Cooperation Agency che opera sul territorio regionale da quasi un decennio ed affianca aziende, enti pubblici e organizzazioni non profit con consulenze per l’innovazione a livello strategico, direzionale e gestionale. La realizzazione di questo “sogno” di vita investirà tutta la comunità locale e si farà promotore di un innovativo approccio di sviluppo locale attraverso la valorizzazione del Terzo Settore e delle reti locali di volontariato.

Alessandra Versace Massimo Vita

 

Lotteria Louis Braille

Per il secondo anno consecutivo si è rinnovato l'appuntamento con la Lotteria Nazionale dedicata a Louis Braille, l’inventore del sistema di scrittura e lettura utilizzabile dai non vedenti. Nel 2015 sono stati venduti 990.160 biglietti per una raccolta complessiva di 2.970.480€ e attribuiti 35 premi per un valore totale di 1.244.500€. Questo successo, ottenuto grazie al carattere solidaristico dell’evento e a una capillare diffusione dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti su tutto il territorio nazionale, ha consentito la ripetizione dell’appuntamento. L'iniziativa è importante per i ciechi italiani, sia come azione di fundraising, sia come occasione di incontro e di dialogo con il vasto pubblico. La lotteria è infatti uno strumento usato per farci conoscere,  entrare in contatto con le persone e con la società civile. Grazie alla Lotteria si raccolgono fondi che verranno destinati alla promozione e all’incentivazione delle attività motorie, riabilitative e sportive per tutti i ciechi e gli ipovedenti, con una particolare attenzione ai bambini e ai ragazzi. Spesso per le persone non vedenti la regolare pratica motoria e sportiva diventa più complicata se non, a volte, addirittura impossibile a causa della scarsità di impianti e attrezzature adeguate, per la carenza di personale specializzato o la mancanza di appositi luoghi e eventi sportivi. I biglietti sono acquistabili nei punti vendita Lottomatica, tabaccherie, stazioni Autogrill e presso le Sezioni Provinciali dell’U. I.C.I.. Inoltre è possibile trovare i biglietti durante le iniziative di beneficienza organizzate dalle stesse sezioni o nei banchetti presenti durante feste, sacre e mercati. I biglietti potranno essere venduti al pubblico fino alle ore 11,00 del 8 settembre 2016 al prezzo di 3€ dopo di che inizieranno le operazione d’estrazione dei premi. Il primo premio è di 500.000€ mentre l’importo e il numero degli altri eventuali premi, saranno stabiliti dal Comitato dopo l’accertamento del ricavato della vendita. Sempre l’8 settembre è in programma a Roma una serata di musica e spettacolo in cui verranno annunciati i biglietti vincenti e consegnati i riconoscimenti pubblici a chi si è distinto nella promozione dei diritti delle persone con disabilità.

Maria Grazia Marchi

 

Siena città inclusiva che non include

Lettera aperta agli amministratori di Siena e alla città

Gentili signori e cari concittadini,

mi occupo da tanto tempo di accessibilità e di inclusione per i disabili e per rendere la nostra bella Città più accogliente e più moderna  ma devo esprimere il mio sconcerto per le azioni che l’amministrazione comunale sta mettendo in atto in materia di turismo e di informazione.

Mi riferisco alla cartellonistica che sta comparendo in città con i messaggi legibbili attraverso un codice. Ancora una volta si è proceduto senza tenere in minima considerazione le esigenze delle persone prive di vista o con problemi di lettura. Non mi risulta che ci sia stata una consultazione di chi questi problemi conosce e affronta da tempo, anche in sede di osservatorio per le barriere architettoniche. I pannelli sono di difficile individuazione anche per chi vede, ma per chi non vede o vede male, sono impossibili da intercettare. In primo luogo non esiste una mappa nei punti di accesso alla città con la quale si comunica l’ubicazione dei pannelli e comunque per ciechi e ipovedenti non è possibile trovare i pannelli e meno che mai i codici da leggere con gli smarphone. Ci sono oggi le tecnologie per risolvere questo problema in modo più accessibile e soprattutto anche meno impattanti. Esistono già in rete delle applicazioni che raccontano le città come per esempio: “Città italia”. Si potevano montare delle celle che comunicano a distanza con gli smarphone e permettere ai cittadini di avere le notifiche sui loro dispositivi ma si è scelta un’altra strada.

Io non credo che le nostre associazioni della disabilità abbiano la verità rivelata ma certamente conoscono i problemi delle varie categorie e non credo sia utile e giusto procedere senza scelte condivise. Vorrei tanto che voi amministratori vi apriste al confronto vero e concreto, ma soprattutto vorrei che la città e tutte le organizzazioni che in questo tessuto sociale  operano, facessero sentire la propria voce con forza e determinazione. Chi scrive e l’associazione che rappresenta, hanno più volte segnalato questi problemi e lavorato per accomodamenti ragionevoli ma dobbiamo e devo constatare che vi è ancora molta strada da compiere. Cittadini, la città è nostra e dobbiamo difenderla ma possiamo farlo solo se siamo capaci di agire insieme e progettare in modo condiviso per il bene di tutti. Questo mio sfogo vuole essere un tentativo di stimolare un dibattito profondo e reale su cosa si intende per città inclusiva, su cosa si vuole per Siena e per noi tutti. L’unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ONLUS, che mi onoro presiedere, da sempre offre il proprio contributo di idee e di azione a favore di tutti e dei disabili visivi in particolare e per questo si prepara a far conoscere i problemi di chi da cieco e ipovedente vuole vivere o visitare Siena e il suo territorio. Con la speranza che questo appello scuota le coscienze e le intelligenze, vi saluto con l’augurio che Siena trionfi.

Massimo Vita

 

Dona un’ora del tuo tempo per il volontariato a favore dei disabili visivi.

Per farlo chiama il numero 0577 46181

o visita il sito www.uicisiena.org

 

TIEMME presenta i nuovi servizi

Lunedì 11 luglio in Piazza Gramsci a Siena, la TIEMME ha presentato alla stampa e ai dirigenti dell’U.I.C.I, Massimo Vita ed Elena Ferroni, i sui nuovi servizi: le nuove paline elettroniche di fermata e le nuove funzionalità del sistema informatizzato di bordo dei pullman urbani. Questi insieme ai miglioramenti  dei servizi esistenti rendono il trasporto pubblico sempre più avanzato e in linea con l’esigenze dei giovani utenti e dei disabili. Le nuove paline sono di due diverse tipologie: 22  dotate di schermi bifacciali a led di grandi dimensioni, istallate presso le principali fermate della rete urbana di Siena, ovvero in: Piazza Gramsci, Fontebecci, Piazza del Sale, Viale Bracci, Porta Pispini, Viale Mazzini, via Peruzzi, Antiporto di Camollia, Vico Alto, Coroncina, Uncinello, San Miniato, Petriccio e Viale Toselli. Le altre 44 paline di ultima generazione, dotate di un display da 8 pollici a colori, sono state posizionate nei punti principali della città in sostituzione di quelle standard. Inoltre tutte le paline sono dotate di altoparlanti che consentono di vocalizzare le informazioni riportate sugli schermi anche a favore di utenti non vedenti o ipovedenti.

Il sistema AVM (Automatic Vehicle Monitoring), installato sulla quasi totalità del parco autobus. permette di monitorare in tempo reale il percorso che i bus effettuano e quindi ‘dialogare’ con le 158 nuove paline elettroniche che sono state installate sul territorio di competenza di Tiemme. Sempre grazie alla tecnologia AVM, inoltre, 126 mezzi urbani ed extraurbani di ultima generazione  sono adesso dotati di annuncio e visualizzazione della fermata successiva. Non solo, su 114 monitor informativi installati a bordo sarà visualizzato il percorso che il bus sta effettuando, assieme ad un palinsesto informativo dedicato che fornisce le ultime news, il meteo ed altri contenuti di intrattenimento e servizio. È stata inoltre presentata l'implementazione della già esistente applicazione per smartphone “Tiemme Mobile”, scaricabile gratuitamente dal Play Store di Google e dal Apple Store. L'App consente di pianificare il proprio viaggio utilizzando i mezzi Tiemme, di consultare l'orario delle prossime corse ad ogni fermata, di memorizzare i viaggi preferiti, vedere le news di Tiemme, acquistare i titoli di viaggio.Da oggi è disponibile anche nei comuni di Poggibonsi e Colle di Val d’Elsa la Mobint  Card, un pratico strumento di pagamento dei servizi di mobilità urbana, presentata dalla Tiemme nel gennaio del 2015.

(Le informazioni qui riportate sono state riprese dal sito  sitohttp://www.tiemmespa.it/index.php)

Maria Grazia Marchi

 

In uno zoo si svolse tempo fa

una gara di solidarietà

però soltanto a chiacchere. Il leone

disse: ”Voglio donare il mio coraggio

al timido coniglio”. Ed il pavone:

“io della mia bellezza faccio omaggio

al brutto rospo”. E l’usignolo disse:

“ Io dono la mia voce al pesce muto”.

La lince sospirò: “se mi riuscisse

vorrei con tutto il cuore esser di aiuto

offrendo la mia vista a chi non vede,

ma la natura, ahimè, non lo concede.

E dopo aggiunse: ”un gesto molto bello

potreste farlo voi, contribuenti.

All’Unione dei Ciechi e Ipovedenti

Date il cinque per mille. Basta quello!”

Enrico Giannelli

 

Scarica Visto! in formato pdf per ipovedenti

Scarica Visto! in formato doc

La “Massimeide” in mp3

Di seguito la “Massimeide” in formato mp3,commedia endecasillabi scritta dal vice presidente della UICI di Siena Enrico Giannelli, che racconta scherzosamente la storia della nostra sezione dall’arrivo del suo attuale presidente Massimo Vita. Esibizione con dialoghi, canzoni senesi riadattate all’uso e cantate dal coro della sezione a chiusura del Campo Solare 2016.

 

 

"Massimeide"mp3

Visto! Numero 10

Visto!

 

Periodico di informazione della sezione di Siena - numero 10 - marzo 2016

 

Direttrice responsabile: Susanna Guarino

Registrazione Tribunale di Siena n. 3 del 5/8/2014.

 

Con il contributo di: ESTRA

 

Sezione  Cavaliere Attilio Borelli

Viale Cavour, 134 Siena

Telefono 0577 46181

e-mail: uicsi@uiciechi.it

Visto! Numero 0

Visto!

 

Bollettino periodico di informazione della sezione di Siena

 

Numero 0

4 ottobre 2013

 

Uno sguardo al futuro

di Massimo Vita

 

L’idea di un periodico di informazione redatto in sezione è nata qualche mese fa durante una chiacchierata con i collaboratori della sezione che, con entusiasmo, accolsero la mia idea di realizzare un giornale.

Visto! Numero 9

Visto!

 

Periodico di informazione della sezione di Siena - numero 9 - dicembre 2015

 

Direttrice responsabile: Susanna Guarino

Registrazione Tribunale di Siena n. 3 del 5/8/2014.

 

Con il contributo di: ESTRA

 

Sezione  Cavaliere Attilio Borelli

Viale Cavour, 134 Siena

Telefono 0577 46181

e-mail: uicsi@uiciechi.it

Sito internet: www.uicisiena.org

 

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