Visto! numero speciale

Visto!

 

Periodico di informazione della sezione di Siena - numero speciale

 

Direttore responsabile:

Andrea Sbardellati

Registrazione Tribunale di Siena n. 6 del 29/10/2020.

 

Con il contributo di: PAMPALONI SRL, concessionaria Renault a Siena

 

Sezione Cavaliere Attilio Borelli

Viale Cavour, 134 Siena

Telefono 0577 46181

e-mail: uicsi@uiciechi.it

Sito internet:

 w ww.uicisiena.org

 

I.RI.FO.R.

Istituto per la Ricerca, la formazione e la riabilitazione ONLUS

 

 

Ciao Pierino

Un Uomo, una storia che si fa esempio

di Massimo Vita

 

Dedichiamo questo numero di Visto al nostro amico, ex dirigente della sezione di Siena dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Salutare un Uomo come Pierino Bianchini non è cosa facile perché la sua vita è stata piena di tante esperienze e tutte molto importanti. La sua esistenza è stata sempre all’insegna dell’impegno civile e umano. Ha dato tutto sé stesso spinto dalla sua origine contadina distinguendosi nel mondo del lavoro, dell’attivismo politico, dell’associazione, della famiglia. Quando quattordici anni fa sono arrivato a Siena ho immediatamente toccato con mano come lui si fosse distinto sul lavoro, nel mondo del sindacato e nel partito comunista di cui era attivista convinto. Quello che più mi colpì fu la sua determinazione nel seguire le attività dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti sia a livello nazionale che regionale e nel nostro territorio. Tutti i soci avevano in lui un punto di riferimento sicuro e lui si è impegnato nella ricostruzione della sezione che veniva da un momento molto difficile. Quando nel 2007 ricostituimmo il consiglio sezionale fu eletto con un plebiscito e assunse la presidenza della sezione su richiesta unanime di tutti gli eletti e di tutti gli amici. Pierino aveva molto chiaro il compito della nostra associazione sia rispetto ai soci che rispetto al ruolo che un’associazione come la nostra doveva ricoprire nella società. Questa sua convinzione l’avevo già apprezzata qualche anno prima quando ci eravamo ritrovati in una commissione precongressuale per le modifiche al nostro statuto sociale. Avevamo idee comuni e questa comunanza l’abbiamo ritrovata quando insieme abbiamo lavorato prima per la ricomposizione associativa e poi nell’amministrare la sezione. Pierino si è dedicato con tutto sé stesso alla cura amorevole della sua famiglia assistendo prima il padre, poi la suocera, ma non ha mancato di far sentire la sua intelligente presenza nell’associazione. Qualche mese fa, prima della nostra assemblea per il rinnovo del consiglio, mi esortò a non lasciare la sezione e saputo che io avevo scelto di riprendere le redini del consiglio sezionale ne fu contento e volle con determinazione essere presente all’assemblea nonostante le sue già più che precarie condizioni di salute. Di Pierino si apprezzava la coerenza e la lucidità di analisi rispetto ai compiti dell’associazione ma aveva lucidità di analisi anche rispetto alla politica generale del Paese. Quando ho saputo della sua scomparsa mi sono chiesto come potevo rendergli onore e giustizia nell’annunciare la sua scomparsa e non è stato facile. Alla fine ho scritto un breve comunicato cercando di ricalcare il suo stile semplice ed efficace. Non so se ci sono riuscito ma l’ho fatto con tutta la mia emozione scrivendo così:   ‘Oggi per la sezione di Siena è un giorno triste perché un membro della nostra famiglia ci ha salutati ed è passato a miglior vita. Pierino Bianchini, un amico fidato, un socio sempre presente e un dirigente appassionato e innamorato lascia la nostra e la sua famiglia a cui ha donato tutto sé stesso. Per tutti noi sarà sempre una guida e il suo ricordo, la sua testimonianza dovranno esserci di esempio.

Ci mancherai caro Pierino’.

I soci, il Consiglio della sezione Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Cavaliere Attilio Borelli di Siena.

Nel mio saluto in chiesa l’ho salutato come sempre:

Ciao Piero.

 

 

Testimonianze

 

 

Giulia Stefania

Il 26 novembre è venuto a mancare Piero, la persona più importante della mia vita!

Colui che mi ha dato sicurezza nel nostro cammino insieme; colui che mi ha sostenuto, con la sua presenza semplice e silenziosa ma sicura e solida, in ogni mia difficoltà. Ho conosciuto Piero il secondo giorno che sono arrivata a Siena per lavoro, nel lontano 1991, recandomi all'Associazione dell'unione Italiana Ciechi, Sezione di Siena. Sin da subito ho sentito che lui era una persona attiva all'interno dell'Associazione, che aveva un forte attaccamento alla vita associativa. Il nostro frequentarci per gli stessi interessi, avendo ricoperto entrambe cariche associative, partecipavamo insieme alle riunioni del Consiglio regionale a Firenze e Tirrenia, ha fatto sì che il nostro rapporto si è trasformato in una bella amicizia e poi una solida unione di vita.

Abbiamo trascorso insieme dal matrimonio, solo 23 anni circa; la nostra felicità è stata breve ma intensa, travagliata da tante difficoltà di salute e di vita per entrambi, prima per assistere il suo babbo e poi per assistere mia mamma: entrambi anziani non autosufficienti. Ma, insieme non ci siamo mai scoraggiati e con tanta forza e determinazione siamo andati avanti, finché nel 2016 è iniziata la sua precarietà di salute che lo ha messo alla prova, rendendolo una persona fragile e delicata, e piano piano lo ha portato via da me. Insieme eravamo una forza, che ci ha permesso di affrontare sempre tutte le difficoltà, e alla fine riuscivamo ad essere vincenti! La mia determinazione nell'affrontare le difficoltà di ogni singola giornata, sia per poter assistere Piero che mie, mi ha portato a lasciare il lavoro per potergli stare più accanto, e sostenerlo in ogni momento, anche di sconforto per non poter fare ciò che ha sempre fatto e rimanendogli vicino fino alla fine. Adesso sono frastornata, sento forte la sua assenza da casa e la sua mancanza, ora solo un grande vuoto intorno a me! Ma sono certa che il nostro legame è così forte che andrà oltre il dolore per il distacco terreno. So che Piero mi è sempre accanto e dal Cielo sarà la mia guida e il mio sostegno per sempre.

Ciao Piero, Amore Mio!

Giulia

 

Teresa e Matteo

Grazie Piero, Uomo di poche parole e piene di saggezza, di semplicità e concretezza. La sua presenza riempiva di gioia tutti i momenti che abbiamo potuto condividere, rendendo sempre piacevole le chiacchierate con lui, senza farci mancare una spinta al sorriso con i suoi interventi. Sempre presente nei momenti di difficoltà o per dare un consiglio, per preoccuparsi degli altri; felice di avere dato tanto su questa terra, ma rammaricato per non aver potuto dare di più.

Ora la sua sofferenza è terminata con la salita nei cieli e continuerà a guardarci da lassù.

 

Angela e Marco

Ciao Zio Piero, tutte le volte che ci siamo visti o sentiti per telefono, ci hai sempre riempito di gioia con i tuoi racconti e le tue esperienze di vita vissuta. Sei stato il nostro Cicerone, quando lo scorso anno siamo andati a Firenze, luoghi che tu conoscevi bene e ci hai guidato.

I nipoti Angela e Marco

Gli amici del condominio

Il caro Pierino è stato per noi un punto di riferimento, con la sua semplicità e innato spirito di iniziativa, ci ha sempre sostenuto nell'affrontare e risolvere i problemi che negli anni si sono presentati.

Lo ricordiamo con tanto affetto.

 

Monaldo e Angelo

 

L’altro giorno il presidente UICI di Siena mi ha chiesto di scrivere un ricordo di Pierino Bianchini insieme al collega Angelo Bettini. Il collega ha delegato lo scrivente per ricordare Pierino.  Abbiamo lavorato per diversi anni al Santa Maria della Scala, era un collega molto serio e preparato professionalmente e poi, ciliegina sulla torta, nel 1988 il professor Andreini ha dato l’onere e l’onore a noi tre massofisioterapisti della scuola di Firenze, di inaugurare il nuovo reparto di fisioterapia al Campansi. Ci siamo stati fino a che, negli anni novanta, siamo andati in pensione in momenti diversi.

Un augurio che faccio a Pierino è che un giorno possa vedere la luce del volto di Cristo e la Gerusalemme celeste.

Ciao Pierino.

Monaldo e Angelo

 

Carlo Corbini

Ho conosciuto Pierino nel 1978 appena iscritto all’Unione, poi però ci siamo persi perché io sono andato a fare il corso di centralinista a Firenze nel 1979/1980 e nel 1981 sono entrato alla Regione Toscana. Lavoravo in via Montanini, vicino all’Unione, così ci andavo spesso ed abbiamo rinsaldato l’amicizia. Anche le nostre idee erano simili: dentro l’Unione si discuteva ma poi si trovava l’accordo… Mi ricordo nel finire degli anni ‘80, volevamo trovare  una soluzione tutti d’accordo per non pagare l’affitto ed avere una nostra sede. Così abbiamo fatto molti viaggi con Pierino dal presidente Nazionale a Roma perché ci desse una mano per trovare una soluzione. Con l’avallo del presidente Attilio Borelli abbiamo fatto il contratto della sede che allora era sempre in costruzione in Piazza Bargagli Petrucci cove ci siamo poi trasferiti nel 1992.

Io e Pierino ci trovavamo sempre d’accordo, lo consideravo come un fratello oltre che amico; ora che non c’è più sentirò la sua mancanza per sempre.

Carlo Corbini

 

Maria Pia Chechi

Ciao Piero; la nostra amicizia è nata lavorando insieme all'UICI. Ho apprezzato sempre la tua trasparenza, la tua bontà. L'ideale che ci ha uniti è stato trasmettere ai nostri soci l'essenzialità e il valore dell'amicizia e dell'armonia che ci ha resi liberi e sicuri. Ciò è stato il nostro obiettivo. Sono contenta di averti conosciuto. Le tue virtù mi hanno arricchito e di ciò ti ringrazio... Ed ora mi manchi!

 

Federico Martelli il Ricordo di Pierino Bianchini

 

 Ero all’U.I.C.I. quando ho avuto la cattiva notizia della scomparsa del nostro carissimo amico Pierino Bianchini. Pierino era una persona simpatica. Noi lo conoscevamo molto bene. Lui era sempre sorridente e sempre felice. Quando stava male ci dispiaceva tanto perché noi c’eravamo affezionati. È andato all’ospedale e speravamo tutti che ce la facesse, ma non è stato così, è morto. Pierino era una persona veramente straordinaria e fantastica. Quando la mattina veniva da noi in ufficio, non mancava mai di avvicinarsi a me per salutarmi e ci raccontavamo un sacco di cose. Pierino ora se n’è andato per sempre però sarà e resterà per sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri. 

Ciao Pierino.

Federico Martelli

 

Pierino scriveva in questo periodico Riportiamo alcuni contributi

 

PROGETTO SIENA

di Pierino Bianchini

da Visto! N° 5 dicembre 2014

 

2019: la delusione c’è, ma la cultura non si può fermare

Da un po’ di tempo a questa parte si sta parlando di Siena come possibile capitale europea della cultura 2019. Anche se la candidatura non è andata a buon fine, questo non può che riempirci di orgoglio e di gioia e, nello stesso tempo, stimolarci a realizzare opere e trasmettere nozioni di comportamento che ci permettono di raggiungere ugualmente, ulteriori traguardi. Come è noto, la cultura comprende tutti i settori della società, nessuno escluso, e tutti possiamo contribuire a migliorarla.

In questo numero di Visto! intendo soffermarmi sulla cultura del lavoro e del vivere quotidiano. Sicuramente, per chi legge, sarebbe più piacevole scorrere un elenco di cose belle, e a Siena ce ne sono molte; ma in questo momento ritengo sia più utile spronare le autorità e i tecnici a realizzare opere più fruibili per tutti e a trasmettere alla gente delle nozioni culturali più avanzate, affinché il 2019 rappresenti ugualmente una tappa culturale importante per la città e per la provincia.

In questo contesto mi accingo ad avanzare alcune proposte:

- vorrei che tutti i semafori fossero dotati del segnale acustico e che funzionasse sempre, perché quando funziona a singhiozzo aumentano i disagi soprattutto per i ciechi e per gli ipovedenti che rischiano di finire più facilmente sotto gli automezzi.

- vorrei che i varchi dei cordoli spartitraffico in corrispondenza degli attraversamenti pedonali fossero uguali alla larghezza delle strisce bianche in modo da evitare di inciampare nel cordolo, come è capitato a me; oltretutto, ciò comporterebbe un risparmio sia sul materiale che sulla manodopera.

- vorrei non trovare più gli ostacoli in mezzo ai marciapiedi come le auto, i motorini, le fioriere e i pali perlopiù grigi come l’asfalto e la pietra serena, ancora esistenti in diversi posti; in un palo, recentemente, ci ho battuto. Inoltre questi ostacoli impediscono il passaggio delle carrozzine dei bambini e dei disabili.

-Vorrei che tutti gli autobus, urbani ed extraurbani, utilizzassero sempre la sintesi vocale e altri strumenti già in commercio, per annunciare il loro passaggio, e che la prenotazione della fermata, all’interno del mezzo, conservasse anche il segnale acustico. Vorrei inoltre che tutti i mezzi di trasporto fossero dotati delle pedane per permettere la salita e la discesa delle carrozzine, in modo che tutti possano utilizzarli con più facilità.

-vorrei che non venissero più realizzate fermate degli autobus come quella infame di piazza Rosselli lato Porta Siena, difficile da individuare, pericolosa per l’incolumità personale, soprattutto nelle ore notturne; che la fermata sia poco idonea lo dimostra il fatto che spesso viene soppressa e trasferita per lunghi periodi in viale Mazzini, comportando altri disagi per gli utenti, dovuti alla scarsa segnaletica, alla lontananza e all’attraversamento di una piazza e di una strada con molto traffico.

- vorrei che i luoghi di pubblica utilità fossero facilmente accessibili per tutti. Vorrei che nei luoghi di lavoro e di studio si rispettasse di più la dignità delle persone svantaggiate con l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’innalzamento del livello culturale. Per questo andrebbero attivati dei canali per trasmettere ai datori di lavoro, ai lavoratori, agli insegnanti, agli studenti ecc. delle nozioni pratiche e di psicologia, necessarie per l’integrazione delle persone svantaggiate.

Sulla crescita culturale possono giocare un ruolo importante anche le associazioni di categoria e del volontariato. In occasione della festa del volontariato, sono venuto a conoscenza che nella provincia di Siena vi sono centinaia di associazioni. Questo dimostra che fra la nostra gente c’è una diffusa predisposizione ad aiutare gli altri. L’associazionismo e il volontariato, in particolare, che si sono così sviluppati nel corso dei secoli, costituiscono una branca importante della cultura che da qui al 2019, può contribuire ad innalzarne il livello sia nella città che nella provincia.

Vorrei osservare che la presenza di un numero così grande di associazioni, comporta un grosso dispendio di risorse economiche, soprattutto per la gestione amministrativa e di risorse umane; spesso non si riesce a soddisfare tutte le richieste di intervento che pervengono alle singole associazioni. Per rafforzare ulteriormente l’efficacia del terzo settore, a mio parere, sarebbe opportuno che, pur tenendo conto delle varie specificità, alcune associazioni che prestano la loro opera verso utenze molto simili si unissero tra loro. Alcune associazioni stanno già studiando come attivare un sistema di servizi cosiddetti a rete, nella fattispecie del 118 nel campo sanitario, per poter utilizzare al meglio sia i volontari che i mezzi disponibili.

Per realizzare questo tipo di servizi nel modo più ottimale sarebbe necessario attivare dei corsi di qualificazione dei volontari, per fornire loro una maggiore conoscenza delle diversità esistenti fra i potenziali tipi di utenza con cui hanno a che fare, in modo da poter prestare la loro preziosa opera nel modo più efficace con maggiore soddisfazione. In questo contesto mi permetto di fare alcuni esempi che riguardano il rapporto degli operatori con i non vedenti.

1.Il non vedente ha bisogno di sapere sempre dove si trova per conservare l’orientamento e per farsi un’idea di ciò che esiste nel percorso che sta facendo.

2. Il non vedente sa come sono fatti i gradini, pertanto non occorre spingerlo, tirarlo o frenarlo, è invece importante informarlo quando iniziano e quando finiscono i gradini.

3. L’accompagnatore deve sempre farsi conoscere dal non vedente per dargli fiducia e tranquillità.

Come vedete, si tratta di piccoli accorgimenti per quanto riguarda le strutture e la segnaletica e di acquisire semplici ma importanti nozioni pratiche, che se verranno attivate, da qui al 2019, contribuiranno ad innalzare il livello culturale della città e tutti ne beneficeranno.

 

 

OPINIONI A CONFRONTO

di Pierino Bianchini

da Visto! N° 9 dicembre 2015

 

Le pari opportunità non sono un miraggio: basterebbe un po’ più di sensibilità ed un po' più d'impegno per realizzarle

Alcuni mesi fa, sempre su questo giornalino, ho fatto alcune osservazioni a proposito delle barriere architettoniche e culturali esistenti in questa città, accompagnate da delle proposte, nell'intenzione di stimolare le autorità e i tecnici a realizzare opere e servizi più accessibili per tutti e a trasmettere alla cittadinanza delle nozioni socio-culturali praticabili, affinché il 2019 rappresenti ugualmente un traguardo socio-culturale importante per la nostra città sull'integrazione delle persone svantaggiate. Purtroppo, a distanza di quasi un anno, debbo constatare che non vi è stato nessun miglioramento, anzi alcune cose sono peggiorate. I semafori che sono dotati del segnale acustico continuano a funzionare solo in alcuni periodi e così anziché aiutare disorientano chi ha necessità del segnale sonoro per attraversare la strada. I varchi per l'attraversamento dei cordoli spartitraffico sono rimasti più stretti della larghezza delle strisce pedonali con alta probabilità di inciamparci. I pali le fioriere e quant'altro sui marciapiedi sono sempre lì ad ostacolare il passaggio ai non vedenti e a coloro che sono costretti a muoversi in carrozzina. Alcuni autobus continuano a viaggiare con i numeri invisibili: la sintesi vocale che annuncia il percorso degli autobus continua a funzionare in modo discontinuo e quindi non garantisce la presenza del mezzo desiderato. Inoltre nei nuovi autobus spesso viene neutralizzato il segnale acustico collegato ai pulsanti della prenotazione delle fermate; così i ciechi egli ipovedenti non riescono a capire se la fermata è stata prenotata o meno. Non mi risulta che i luoghi di pubblica utilità siano più facilmente accessibili di un anno fa: negli uffici del comune, della posta, delle banche, dell'Università dell'Azienda Sanitaria ecc, per disciplinare l'accesso agli sportelli, da qualche tempo, sono stati istallati dei dispositivi elettronici dove appare sia il numero progressivo dell'utente che quello dello sportello libero. Purtroppo questi dispositivi non posseggono la sintesi vocale e i ciechi e gli ipovedenti gravi non potendo vedere i numeri sono penalizzati. In questo ultimo periodo, per completare l'opera, nel presidio ambulatoriale di Via Pian d'Ovile è stato attivato un nuovo dispositivo numerico molto meno visibile del precedente. Secondo notizie avute da fonti attendibili sembra che il nuovo dispositivo sia dotato della sintesi vocale come previsto dalle nuove norme legislative ma alla faccia delle pari opportunità la sintesi non è mai stata attivata; così i ciechi e gli ipovedenti per poter accedere agli sportelli e agli ambulatori nonostante il progresso della scienza, della tecnologia e della legislazione devono di più raccomandarsi a chi vede bene, sperando che sia disponibile a dare loro una mano. Queste sono solo alcune fra le problematiche che si incontrano nel vivere quotidiano delle quali vorremmo una soluzione dignitosa. Quando solleviamo questi problemi e ne sollecitiamo la soluzione, spesso da parte dei rappresentanti delle istituzioni, anziché affrontare di petto i problemi ci viene fatto presente che a  Siena rispetto ad altre realtà siamo molto più avanti; lasciando intendere che non dobbiamo lamentarci più di tanto. Che a Siena rispetto a molte altre parti dell'Italia si viva meglio lo sappiamo. Vorrei però ricordare loro che questo è stato possibile perché qui vi è un tessuto socio-culturale dinamico, rappresentato in larga parte dall'associazionismo diffuso che ha spronato le istituzioni a fare sempre di più e meglio, del quale i nostri amministratori dovrebbero essere orgogliosi e dovrebbero ascoltare di più e collaborare con noi per far sì che Siena sia all'avanguardia nell'attuazione delle pari opportunità. Io credo di poter garantire per conto delle associazioni dei disabili e del volontariato, che da parte nostra non mancherà la collaborazione e l'impegno per migliorare la qualità della vita a partire dalle persone più svantaggiate.

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