Il popolo della notte di Francesco Burroni

IL POPOLO DELLA NOTTE

Una notte d'estate
seduti sotto a un ulivo
con le cicale che cantavano
e un venticello leggero
che regalava un lontano
sapore di mare
lei finalmente gli svelò
il magico segreto
del popolo notturno

il buio non è
una pagina nera
ma una pagina bianca
un terreno vergine
dove i suoni e i profumi
il toccare e l’assaporare
scrivono ogni giorno
la loro storia
lasciando a ognuno
la libertà di inventarsi
le proprie immagini
e di scoprirne altre
che voi che vivete
nel mondo della luce
non riuscite a sentire

lo sanno i poeti
perché anche se loro
vedono davvero il mondo
poi lo fanno sparire
così se il poeta
vede un albero
poi quell'albero non c'è più
il poeta lo trasforma
in una parola
e quando poi il lettore
legge “albero”
non vedrà mai
l'albero che ha visto il poeta
ma si immagina
il proprio albero
forse una quercia
forse un pioppo
forse con le foglie d’estate
forse spoglio d’inverno
forse immobile
forse mosso dal vento

lo sanno gli attori
che ti invitano a teatro
e poi creano artificialmente il buio
per far apparire
dal mondo della fantasia
le loro irreali .creature

lo sanno i musicisti
che fanno sparire da sempre
ogni immagine
e la trasformano in suono
immateriale
e inafferrabile bellezza

così quando io non vedo
ma sento
un profumo di rosa
posso immaginarmi
la “mia” rosa
forse rossa
forse bianca o gialla
forse aperta
forse ancora in boccio

ora hai forse capito
che il buio
non è il mondo
oscuro delle tenebre
ma il mondo vivo
delle immagini
dei sogni a occhi aperti
della fantasia
il mondo di chi riesce
a vedere e sentire
anche un'altra realtà

Francesco Burroni

* a Elena che mi ha ispirato la poesia,
agli amici dell'Unione Italiana Ciechi e ipovedenti di Siena e a tutti gli artisti

(nell'immagine un cielo stellato)