Visto! Numero 16

 

Visto!

 

Periodico di informazione della sezione di Siena - numero 16 - settembre 2017

 

Direttrice responsabile: Susanna Guarino

Registrazione Tribunale di Siena n. 3 del 5/8/2014.

 

Con il contributo di:

ESTRA - GAS / LUCE  www.estraspa.it

TIEMME - Toscana mobilità S.p.A.

 

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

Sezione  Cavaliere Attilio Borelli

Viale Cavour, 134 Siena

Telefono 0577 46181

e-mail: uicsi@uiciechi.it

Sito internet: www.uicisiena.org

 

IRIFOR Ricerca, formazione riabilitazione per la disabilità visiva

 

*****

 

In questo numero ci piace riportare alcune testimonianze di operatori e fruitori dell’ultima esperienza del campo estivo organizzato dalla nostra associazione nello scorso mese di luglio. Un crogiuolo di emozioni che non ha pari e che dimostra quanto trasporto ci sia in chi si adopera per la buona riuscita delle nostre iniziative.

 

FOTO Spettacolo dell’U.I.C.I. di Siena all’Auditorium di Spazio Reale a Campi Bisenzio

 

*****

Quando l’arcobaleno si lascia toccare, si può anche volare oltre le difficoltà

Il campo estivo dell’I.Ri.Fo.R. di Siena quest’anno aveva come titolo “Teatrando”. Era fine maggio, quando ho condiviso con poca convinzione insieme al gruppo degli operatori, l’idea di mettere in scena un adattamento del Mago di Oz. Dalla proposta della storia è iniziato un fermento, il quale è andato al di là di qualsiasi previsione di buona collaborazione: fin da subito sono state condivise idee, cercati e ritoccati possibili copioni, finché giunti a pochi giorni dall’inizio del campo, ci siamo messi intorno ad un tavolo ed abbiamo tirato fuori il testo definitivo. È nato così un nuovo copione, aderente alla vicenda originale descritta nel libro di Baum e nel film di Fleming, ma con qualche battuta buffa in più, legata a vini toscani, alla cecità, a cartelli che non si riescono a leggere, ad un tiflomago in nome del quale si assegnano addirittura lauree in “pensierologia”.

Poi il campo è iniziato sul serio, dal solito cerchio della condivisione delle aspettative, si è fatto spazio l’annuncio dell’obiettivo finale dei giorni insieme, la realizzazione della recita del Mago di Oz. Sono state assegnate le parti, con qualche perplessità per alcuni e molto entusiasmo per altri, neanche fosse un cast di Hollywood. Martina è stata la nostra Dorothy, come zii ha avuto Rino e Pia. Una volta atterrata nel regno di Oz, Martina-Dorothy ha incontrato la strega buona Glinda Lucia e la strega cattiva Kushi, quindi è stata la volta di conoscere lo spaventapasseri Alessandro, il leone Enrico, l’uomo di latta Federico, fino ad arrivare alla città di Smeraldo, dove ad accogliere la truppa c’erano addirittura tre custodi, Giacomo, Andrea e Roberta, i quali, dopo qualche resistenza vinta, hanno condotto i visitatori al cospetto del misterioso Massimo mago di Oz.

Dopo una prima lettura del copione tutti insieme, è giunto il momento di dividerci i compiti: chi aiuta a provare e suggerire le parti, chi si dedica alle scenografie, scegliendo materiali e colori. Con l’immaginazione si comincia a vestire ogni personaggio, prima di prepararlo l’ultimo giorno con l’abbigliamento accuratamente scelto, a pochi minuti dall’inizio della recita. Passato il primo entusiasmo, si affacciano anche le difficoltà: in certi momenti si respira la fatica delle prove, la stanchezza di chi suggerisce e di chi non si ricorda, di chi sbaglia, di chi ha fretta e non aspetta il suo turno, la noia di chi deve disegnare i dettagli della foresta, del castello. A conclusione di ogni giornata però, risuona e si diffonde la leggerezza delle note di “Oltre l’arcobaleno”, colonna sonora adattata per l’occasione e cantata sempre di più, anche da chi all’inizio non la conosceva. Con questa melodia in testa, accennata quasi inconsapevolmente già dal mattino quando ci si riuniva, è iniziata la memorizzazione sempre più sicura delle parti. Nel frattempo si è colorato il castello del mago e il cielo con un meraviglioso arcobaleno, una passata decorata è diventata la criniera del leone e cartoni rivestiti di carta stagnola hanno circondato l’omino di latta. Ecco anche la paglia per imbottire lo spaventapasseri ed una scopa per la strega cattiva, fino ad un morbidissimo cane di peluche ad interpretare Toto, l’inseparabile amico della protagonista Dorothy e un paio di immancabili scarpette rosse piene di magia. Ogni giorno qualcuno portava o costruiva un pezzettino, per completare costumi ed ambienti del favoloso regno di Oz.

Con l’emozione di ogni prima volta, è giunto il momento dello spettacolo. Ci lasciavamo alle spalle una prova generale del giorno prima fatta in presenza dell’assessore alle politiche sociali del comune di Siena venuta con diverse incertezze, quando il sipario si è socchiuso ed è partito il nostro Mago di Oz. La narrazione della storia introduce la prima scena, che finisce in un attimo, lasciando il palco a laboriosi cambi di oggetti e scenografia e alle disposizioni più attente da fare, per chi tra gli attori non può salire e muoversi con l’aiuto degli occhi e delle sue gambe, ma ci deve essere con la forza della voce e dell’interpretazione più emozionante e partecipata. Tra chiusure ed aperture del sipario si sono quindi srotolate le otto scene, sfondo costante della storia era la sintonia e la sicurezza di chi provava insieme da giorni. Con molta semplicità abbiamo voluto mostrare come uno spaventapasseri può scoprirsi pieno di ingegno, un uomo di latta con un cuore grandissimo, un leone che non credeva di averlo ricco di coraggio, perché la magia è credere in se stessi. E allora anche un mago un po’ imbroglione si può perdonare e può farci capire attraverso la voce della piccola Dorothy, che nelle nostre radici, nel tornare a casa c’è sempre una gioia nascosta ed una forza da attingere. Quella forza che ci fa volare, come ha cantato tutto il coro degli attori nel finale oltre l’arcobaleno, dove le mie difficoltà non saranno più nulla e dove i sogni si realizzano con il lavoro di squadra, quella del campo estivo UICI Siena di quest’anno. Una squadra unita che a me che non posso più vederlo, l’arcobaleno l’ha fatto toccare e decorato di ricordi dolcissimi, di canzoni e poesie scritte appositamente dal nostro presidente. Così la nostalgia, che pure resta, di non poterne apprezzare i colori, viene messa in secondo piano da questo miscuglio di emozioni e memoria che plasma un arcobaleno molto più brillante.

Elena Ferroni

 

*****

 

Il campo solare visto da me

Quando arrivai all’U.I.C.I. di Siena non sapevo nemmeno cosa volesse dire realmente un campo solare. Beh, avevo intuito fosse una specie di campo scuola, ma in realtà non avevo capito che ci fosse qualcosa che lo portasse al di là di quella fredda definizione. Mi sono accorta poi che è una sorta di ritrovo familiare. Come quando si vive tutti lontani, chi al nord, chi all’estero e si torna a casa per le vacanze di natale. Ecco! E’ un Natale estivo, un ritrovarsi senza pandoro, senza mercante in fiera ma con tanto caldo e con  la stessa voglia di condividere, con quella felicità e appartenenza che si ha solo in una grande famiglia. Perché l’UICI di Siena è una grande famiglia. La mia famiglia senese. Quando si avvicina il campo solare gli animi iniziano ad accendersi! Lo capisci dalle telefonate di Fede che partono settimane prima per capire chi c’è e chi no; lo capisci dalla mobilitazione che c’è in ufficio, con la definizione del menu, momento sacro e importantissimo per la pianificazione perfetta del campo, senza il giusto menù e gli giusti chef si perderebbe l’armonia; lo capisci dalla

fatidica frase “settimana prossima nessun servizio, siamo al campo”. E poi, senza che tu abbia ancora ben capito a cosa vai incontro, ti ci ritrovi in quella lunga settimana. Il primo giorno è di assestamento, come quando entri in casa nuova: ti devi ambientare, provare il letto nuovo … esatto. Per noi è lo stesso! Bisogna capire quali sono i punti in cui si sta più fresco e soprattutto quando, come funziona l’aria condizionata, come sistemare i tavoli per il pranzo, cosa importantissima poi è capire se ci si possa fidare o meno del forno, ed infine fare il primo giro di accompagnamenti che se riesce bene sarà sicuramente lo stesso per tutta la settimana. E poi via...una volta superato il primo giorno il resto è solo aggiustamento e quotidianità. L’armonia perfetta è raggiunta quando il giro del caffè dopo pranzo parte in automatico senza troppe inchieste su chi ne desideri uno o meno, via… come una buona catena di montaggio con a valle un buon caffè. Sono queste piccole abitudini, che in una settimana diventano quotidiane, che aiutano a dare al campo quel tocco di ritrovo familiare.

Poi c’è l’euforia e la voglia di stare insieme, il bisogno di condividere e sperimentare che lo rendono unico. All’inizio, la prima volta che sono arrivata per soli due giorni ad un campo dell’I.Ri.Fo.R, mi sono chiesta cosa fosse questa riabilitazione. Oggi, a distanza di due anni e dopo questo campo “arcobaleno”, posso dire di saperlo. La riabilitazione è secondo me la riscoperta. Siamo tutti, a prescindere dall’essere vedente o meno, portati a riscoprire le piccole cose che ogni giorno mettiamo un po’ da parte. Siamo “RIABILITATI” di nuovo a fidarci dell’altro, partendo dai piccoli gesti; riabilitati ad avere maggiore fiducia in noi stessi, mettendoci alla prova in cose che fino ad allora non abbiamo mai osato fare o riscoprendoci guide sagge e sicure per gli altri; siamo riabilitati alle parole e all’ascolto che troppo spesso mettiamo da parte; e siamo riabilitati ad una cosa che oggi giorno manca un po’ a tutti, metterci in pausa, fermarci, con un caffè in mano o anche a mani vuote ma fermarci, assaporando il gusto della lentezza… in un mondo dove lo “slow” va di moda perché raro.

Ciò che rende il nostro campo solare speciale è che la riabilitazione è collettiva! Già, di gruppo! C’è nell’aria una sorta di terapia dell’animo silenziosa ma efficace che ti travolge e a fine giornata ti fa tornare a casa distrutta ma piena, carica di cose belle. E la tua anima lo sa che ha lasciato lì pezzettini di te, donandoli a destra e a sinistra, ma sa anche che li ha riportati indietro cresciuti, arricchiti, rigenerati. Come ti senti esattamente a fine di un campo solare. Rigenerata. La mia riabilitazione è stata questa: la mia crescita, il mio arricchimento. Grazie ad ognuno di voi per avermi donato tutto questo.

Angela Zappullo

 

*****

 

Dona un’ora del tuo tempo per il volontariato a favore dei disabili visivi.

Per farlo chiama il numero 0577 46181 o visita il sito www.uicisiena.org

 

*****

 

Il mio campo

Quando mi è stato chiesto di scrivere qualche riga sul campo riabilitativo dell'IRIFOR appena passato, la mia mente è volata subito ai giorni trascorsi nella sede del BBT. Ho pensato alle prove, ai momenti di svago, alle mattine passate sotto le fronde degli alberi al riparo dal sole cocente; più pensavo e più nella mia testa un punto rimaneva costante ad ogni episodio, chiaro e lampante: il forte senso di unione provato durante quei giorni. Non riesco a resistere all'idea di essere scontata nell'uso di questo termine, lo stesso che compone il nome dell'associazione, perché semplicemente non ne trovo uno più adatto. Si può intuire già nel modo in cui è nato il copione: tra le mura dell'UICI, mentre delle teste cercavano di far combaciare le idee, i suggerimenti. È poi grazie all'unione delle voci, della volontà delle nostre attrici e dei nostri attori, se la storia di Dorothy ha preso vita. Per non parlare degli sfondi, nati dall'unione di braccia e talento, di penne, colori e fogli: l'arcobaleno, gli alberi ed il castello diventano tangibili creando quindi il corpo di cui aveva bisogno la storia. È talmente palese nello spettacolo, poi! Gli attori e le attrici si incontrano con la scenografia, i costumi e gli oggetti di scena, compaiono le musiche, ed ecco che una settimana di lavoro si unisce sul palco per regalare a tutti la storia. Tuttavia, la vera essenza della parola “unione” la trovo più vivace in ciò che non è palese: nelle prove sotto agli alberi con l'Omino di latta che sveglia tutto il Petriccio grazie al suo modo fiero di recitare; nelle canzoni cantate durante i giochi, nel pranzo; e ancora nelle battute sussurrate per aiutare la memoria, e in quelle sbagliate, saltate e poi recuperate; negli accorgimenti dell'ultimo secondo, nelle mani sporche di vernice, nei cambi di scena. E ancora più invisibile, ma non per questo assente, nelle ansie, nelle paure, nella preoccupazione di chi stava dietro le quinte, alla ricerca di una perfezione che è stata trovata anche grazie alle imperfezioni. Ho usato, anzi abusato, di questo termine, lo so bene, credo però che sia per colpa di questo senso di familiarità se il lunedì mattina dopo lo spettacolo, un malinconico sentimento di nostalgia si è svegliato insieme a me.  Sono felice di aver fatto parte di questo gruppo, di aver visto nascere e crescere un progetto che sono certa rimarrà nel cuore di tutti coloro che hanno partecipato, visto e toccato cosa siamo stati in grado di fare. Grazie per avermi fatto andare oltre l'arcobaleno.

Samantha Pelosi

 

*****

 

Sguardo sul terzo settore

A circa tre anni dal lancio delle linee guida di Riforma Terzo settore, voluto dal governo i provvedimenti attuativi giungono al traguardo. Codice del Terzo settore, impresa sociale e cinque per mille sono stati varati in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, dopo il previsto passaggio parlamentare,  che ha modificato il testo originario, per cercare di  rispondere ad alcune esigenze largamente diffuse. Una riforma importante che riguarda più di 300.000 organizzazioni associative, cooperative e di volontariato e che coinvolge più di 6 milioni di cittadini che dedicano tempo all’impegno volontario. Una riforma impegnativa per le Istituzioni, che mediante norme di sostegno fiscale e di sviluppo di progetti innovativi, vogliono dare impulso alla crescita di un Terzo Settore trasparente, efficace, radicato nelle comunità e capace di affrontare sfide ambiziose. La nuova normativa mette a disposizione del Terzo Settore risorse pari a 190 milioni che dovrebbero  essere investite in nuovi incentivi fiscali, nella nascita di un Fondo progetti innovativi, nello sviluppo del Social bonus, nel lancio dei Titoli di solidarietà, oltreché in un incremento della dotazione del Fondo per il Servizio Civile in modo da accrescere, anche per il 2018, i posti disponibili per i giovani che lo vogliono fare. Speriamo che non sia un sistema troppo burocratizzato. Un ruolo essenziale nella nuova regolazione sarà incentrato sul Registro Unico del Terzo Settore: uno strumento che sarà avviato, gestito e aggiornato dalle Regioni ma che utilizzerà un’unica piattaforma nazionale. L’obiettivo è il superamento della frammentazione e dell’opacità dei troppi registri oggi esistenti: l’accesso al Fondo progetti, al cinque per mille, agli incentivi fiscali sarà possibile solo attraverso l’iscrizione al Registro. Con il decreto sull’impresa sociale, l’Italia si dota di una normativa particolarmente innovativa: ampliamento dei campi di attività (commercio equo, alloggio sociale, nuovo credito, agricoltura sociale, ecc.); possibile, seppur parziale, distribuzione degli utili e soprattutto incentivi all’investimento di capitale per le nuove imprese sociali: il 30% dell’investimento potrà essere fiscalmente deducibile o detraibile analogamente a come avviene oggi per le start-up innovative tecnologiche. Nel mese di luglio prenderà altresì avvio il Fondo di garanzia e per il credito agevolato dedicato proprio alle imprese sociali. Il Fondo ha una dotazione di 200 milioni. Il Governo con questo provvedimento intenderebbe  investire sull’innovazione sociale, in modo da rispondere a tanti i nuovi bisogni legati all’invecchiamento della popolazione, all’integrazione dei migranti, allo sviluppo della formazione permanente e all’inclusione dei cittadini più vulnerabili. Infine il cinque per mille. Il decreto porta a compimento la riforma strutturale iniziata con la Legge di Bilancio 2015, che ha attribuito risorse in modo stabile per 500 milioni all’anno. Ora si tratta di accelerare i tempi di erogazione, introdurre criteri innovativi nel riparto delle risorse e rendere del tutto trasparente l’utilizzo delle risorse da parte dei beneficiari.

Ecco il sunto del  decreto

Registro Unico, Ets e nuove agevolazioni fiscali. Sono queste alcune delle principali novità introdotte dagli oltre 100 articoli dell’ultimo decreto collegato alla Riforma del Terzo settore (dopo quello sul 5 per mille e sulla “nuova” impresa sociale), il Codice del Terzo settore, pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella serata del 2 agosto 2017 e in vigore dal 3. Vediamo alcune disposizioni del testo, tenendo presente che per completarlo e dettagliarlo sono attesi nei prossimi mesi diversi altri decreti, che scenderanno nel particolare e che via via chiariranno molti punti oggi lasciati volutamente sulle generali. Si spera che attendendo i decreti non si faccia ulteriore confusione anche perché non si trovano, nella legge, norme transitorie. Il decreto inizia, come di consueto, dalle definizioni. Si definiscono quindi «enti del Terzo settore», o Ets (va in pensione l’acronimo onlus), le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni riconosciute e non, le fondazioni e gli altri enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore. Questi enti, per essere tali, esercitano principalmente le cosiddette «attività di interesse generale» e hanno «finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale». Tra le attività di interesse generale, il legislatore le ha incluse praticamente tutte, da quelle sociali e sanitarie, alla formazione, alla salvaguardia dell’ambiente, dalla cultura (editoria compresa) alle attività di turismo sociale e religioso, dalla cooperazione internazionale al commercio equo, dall’agricoltura sociale all’adozione internazionale passando per i «servizi ad enti del Terzo settore resi da enti composti in misura non inferiore al 70 per cento da enti del Terzo settore». Attività diverse possono essere svolte, come in passato, a condizione che siano secondarie e strumentali. Viene poi “istituzionalizzato” il fundraising, che gli Ets possono svolgere – dice il decreto – «in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore», e si pone un tetto alle retribuzioni sia in alto che in basso: non si possono infatti retribuire i dipendenti con «compensi superiori del 40 per cento rispetto a quelli previsti, per le medesime qualifiche, dai contratti collettivi», né riservare loro un trattamento economico inferiore a quello previsto dai contratti collettivi; ogni caso, negli Ets la differenza retributiva tra dipendenti non può essere superiore al rapporto uno a otto. Quanto alla trasparenza, si stabilisce che gli Ets debbano redigere un bilancio formato dallo stato patrimoniale e dal rendiconto finanziario, oltre alla relazione di missione che descriva il perseguimento delle finalità statutarie; gli enti con ricavi o entrate superiori al 1 milione di euro devono anche depositare presso il registro unico nazionale del Terzo settore, e pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale. E veniamo alle agevolazioni fiscali. La detrazione Irpef sale al 30 per cento per le erogazioni liberali in denaro o in natura effettuate a favore degli Ets, fino a un massimo di 30.000 euro; il vantaggio arriva al 35 per cento qualora l’erogazione vada a favore di organizzazioni di volontariato. Inoltre, le liberalità sono deducibili dal reddito del donatore nel limite del 10 per cento. È istituito infine un credito d’imposta del 65 per cento per le persone fisiche e del 50 per cento per le società che donino agli Ets impegnati nel recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Altra novità assoluta è l’istituzione, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, del Registro unico nazionale del Terzo settore, gestito su base territoriale in collaborazione con ciascuna Regione, che consta (per ora) di sette sottosezioni:

a) Organizzazioni di volontariato;

b) Associazioni di promozione sociale;

c) Enti filantropici;

d) Imprese sociali (comprese le cooperative sociali);

e) Reti associative;

f) Società di mutuo soccorso;

g) Altri enti del Terzo settore.

Il Ministero si riserva di apportare successive modifiche a questa ripartizione, come del resto – lo ripetiamo – nei prossimi mesi altri cambiamenti e novità potrebbero essere in vista. In tutto questo cambiamento, non si comprende bene a cosa serve questo organismo nazionale con la sua maggioranza affidata alle fondazioni bancarie. Comunque si sentiva l’esigenza di un riordino e noi che lavoriamo nelle associazioni dobbiamo essere capaci di strutturarci in modo tale da rispondere a questa sfida. Infine, se un merito si può dare a questo provvedimento, è quello che fa chiarezza sulle regole che le associazioni devono rispettare nel rapporto con i soci o con chi socio vuole diventare e sui controlli sul rispetto delle regole.

di Massimo Vita

(il testo è ricavato, con piccole integrazioni personali, da: Ling con testi

http://www.volontariatotorino.it/tutta-la-documentazione-sulla-riforma-del-terzo-settore/

 

*****

 

SOSTIENI LE NOSTRE ATTIVITÀ CON UNA TUA OFFERTA ECONOMICA O UNA DONAZIONE:
IBAN: IT67M0867371880000001014296 CHIANTIBANCA

 

*****

 

SPORT PER TUTTI

Antonio Garosi

Vela autonoma per non vedenti

Chi in una calda estate come questa, per molti dei suoi giorni addirittura torrida, chi non ha desiderato, almeno una volta, fare un tuffo in mare? O meglio ancora stare su una barca a vela con la pelle accarezzata dal vento e i capelli bagnati dagli spruzzi della spuma di mare, ogni volta che la prua incontra un onda nel mare agitato? “Tutto è possibile” deve aver pensato il velista Alessandro Gaoso. Quando durante una regata in notturna capì che per un navigatore con molta esperienza era possibile governare una barca, nel buio più assoluto, grazie alle informazioni che la stessa forniva. Allora fondò l’associazione “Homerus” con la ferma convinzione di riuscire a far regatare una barca governata esclusivamente da ciechi, creando dal nulla, la prima scuola per velisti non vedenti sul lago di Garda. Dopo il primo anno erano già più di cento i giovani che avevano frequentatole lezioni. Visto il successo dei primi corsi, Gaoso non poteva fermarsi: infatti l’interesse per il metodo “Homerus” cresceva tanto da richiedere dimostrazioni dello stesso un po’ su tutto il territorio nazionale. Tutt’oggi il metodo suddetto suscita interesse sempre maggiore tanto da essere stato sperimentato anche al di fuori dei confini nazionali. Poi… se sulla barca fa troppo caldo, un tuffo rinfrescante in mare, l’acqua nelle orecchie, il sale sulle labbra, l’odore della pelle bagnata e i capelli appiccicati alla fronte. Una volta risaliti in barca, proviamo a capire come può un non vedente governare un’imbarcazione in autonomia. Prima di tutto occorre frequentare delle lezioni teoriche dove imparare a conoscere un imbarcazione, per poi passare alla parte pratica dove si impara ad armare e disarmare una barca, prendere pratica con i segnali inviati dal timone, i diversi movimenti di una barca per finire con le varie manovre da effettuare, riguardanti le vele. Importantissime sono le boe sonore e i suoni di via che consentono di segnalare la propria posizione e di conoscere quella dello scafo dell’avversario. (La frequenza dei suoni è sempre maggiore via via che ci si avvicina alle mura della barca avversaria), fino a divenire continua nell’imminenza della collisione. Tutti quelli che hanno provato a regatare sono rimasti piacevolmente colpiti dalla sensazione di libertà che si ha stando su una barca. Il metodo Homerus ad oggi permette ad equipaggi composti esclusivamente da non vedenti di sfidarsi in veri e propri Match-Race. Tuttavia per chi volesse andare in barca a vela per il piacere di una rilassante gita sul mare è consigliabile farsi accompagnare da vedenti la cui compagnia permette di apprezzare, in tutto relax, il piacere di stare in mare.

 

*****

 

UNICOOPFIRENZE SIENA

Spesa insieme

Parte a settembre il servizio di accompagnamento alla spesa per gli associati dell'Unione italiana ciechi e ipovedenti di Siena. Il servizio, svolto da volontari, è previsto il lunedì, dalle 9 alle 12, in via Cittadini, e il giovedì, dalle 15 alle 17, al Coop.fi di Grondaie. prenotare al punto soci 0577 332020 dalle 10 alle 12 o dalle 17 alle 19, tutti i giorni escluso il sabato o 3661667960 (Giancarlo).

Tramite e-mail all’indirizzo: sez.siena@socicoop.it<mailto:sez.siena@socicoop.it>

 

*****

 

Siena tra le dita

L’ambizioso progetto di Rotary Siena Est e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Siena mira a realizzare un percorso sulla Via Francigena all’interno delle mura di Siena per permettere a chi non vede o vede male di ammirare le bellezze di uno scrigno così prezioso. Per realizzare questo progetto si terrà un concerto con il pianista cantante Stefano Bollani presso il PalaEstra Siena il 12 gennaio prossimo. Stiamo cercando sponsor per il concerto al fine di ridurre le spese della struttura dato che l’artista ci ha regalato la serata.

Invitiamo tutti a rivolgersi alla seguente mail per prenotare i posti: uicsi@uiciechi.it

L’offerta per vedere il concerto è di almeno venti euro.

Per gli studenti che prenotano almeno cinque ingressi sarà effettuato uno sconto del venti per cento sul totale dei tagliandi.

Paolo Frezzotti

Massimo Vita

 

*****

 

Lotteria “Premio Louis Braille 2017”:

11 i biglietti vincenti

In totale la Lotteria distribuisce 600 mila euro in premi

Roma 8 settembre 2017

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli comunica che il Comitato per l’espletamento delle operazioni relative alle lotterie ad estrazione differita, al termine della riunione, che si è tenuta presso la sede di Piazza Mastai, ha stabilito di attribuire 11 premi per un totale di 600 mila euro. In questa edizione sono stati venduti 413.830 per una raccolta complessiva di oltre 1 milione e 200 mila euro.

I premi degli 11 biglietti vincenti sono così distribuiti:

Premio di Prima Categoria

Serie C  Numero 07661 Venduto a MONTEFORTE D’ALPONE (VR) Premio € 500.000,00

Premi di Seconda Categoria

 n. 10 premi di € 10.000,00

Serie F Numero 39407 Venduto a MIANE (TV)

Serie A Numero 34428 Venduto a TORRE PELLICE (TO)

Serie B Numero 10524 Venduto a VITERBO

Serie B Numero 71156 Venduto a ROSSANO (CS)

Serie B Numero 70489 Venduto a FIESCO (CR)

Serie A Numero 67915 Venduto a OMEGNA (VB)

Serie A Numero 96971 Venduto a FROSINONE

Serie B Numero 04480 Venduto a VALMOZZOLA (PR)

Serie A Numero 74607 Venduto a RAVENNA

Serie F Numero 19538 Venduto a JESI (AN)

 

FONTE:https://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/portale/documents/20182/3107598...

 

*****

 

Scarica Visto! 16 in formato doc

Scarica Visto! 16 in formato pdf

Ascolta VISTO! numero 16 pagina 1-2 mp3

Ascolta VISTO! numero 16 pagina 3-4 mp3

Ascolta VISTO! numero 16 pagina 5-6 mp3

Ascolta VISTO! numero 16 pagina 7-8 mp3