Visto! Numero 15

Visto!

 

Periodico di informazione della sezione di Siena - numero 15 - giugno 2017

 

Direttrice responsabile: Susanna Guarino

Registrazione Tribunale di Siena n. 3 del 5/8/2014.

 

Con il contributo di:

ESTRA - GAS / LUCE  www.estraspa.it

TIEMME - Toscana mobilità S.p.A.

 

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS

Sezione  Cavaliere Attilio Borelli

Viale Cavour, 134 Siena

Telefono 0577 46181

e-mail: uicsi@uiciechi.it

Sito internet: www.uicisiena.org

 

IRIFOR Ricerca, formazione riabilitazione per la disabilità visiva

 

AVVICENDAMENTI AL VERTICE DELLA SEZIONE

Massimo se ne va, anzi rimane. Negli ultimi dieci anni la nostra Sezione sotto la presidenza di Massimo Vita ha vissuto un periodo d’oro: ha dimostrato efficienza, ha accresciuto enormemente la sua visibilità e il suo prestigio, ha intrapreso una serie di importanti iniziative che hanno meritato l’apprezzamento della Città e delle sue Istituzioni. Lo scorso 8 maggio Massimo ha rassegnato le dimissioni da Presidente della Sezione ed è toccato a me raccogliere il testimone pesante come un macigno. Alla carica di Vice  Presidente è stato eletto Alessandro Turci, entrato in Consiglio insieme ad Elena Ferroni per sostituire i dimissionari Carlo Corbini ed Erminio Varricchio. Carlo ed Erminio sono due figure “storiche” della UIC di Siena che hanno lasciato la carica di Consiglieri assicurando tuttavia che dimissioni non significano disimpegno. Di questi tempi nel dibattito politico si sentono spesso esprimere critiche, timori e propositi di mobilitazione per scongiurare l’ipotesi, reale o immaginaria di “un uomo solo al comando”. Lasciatemi dire che per tutti i ciechi e gli ipovedenti di Siena quando l’uomo solo al comando si chiama Massimo Vita c’è soltanto da rallegrarsi e sperare che duri a lungo al fine di evitare un salto nel buio. Massimo ha detto  più volte che il merito dei buoni risultati ottenuti era della squadra più che suo, ma sono state più espressioni di cortesia che verità. Da qui in avanti occorrerà davvero confidare sul contributo di una pluralità di persone. Un motivo per essere fiduciosi c’è ed è fondamentale: Massimo ha promesso a me e al Consiglio che nel prossimo futuro non verranno meno la sua presenza e la sua azione affinché non vadano dispersi, ma anzi valorizzati i punti di forza della nostra Associazione. E, dunque, Massimo se ne va, anzi rimane.

Enrico Giannelli

***

SALVIAMO I NOSTRI RISPARMI

La finanziarizzazione del sistema economico mondiale conseguente la globalizzazione ha avuto come effetto diretto la creazione di strumenti finanziari nuovi e pericolosi, complessi ed interconnessi, spesso slegati dall’economia reale e basati sul debito.

Investire oggi è divenuto indubbiamente arduo anche se maggiormente necessario se vogliamo mantenere nel tempo il valore del nostro risparmio grande o piccolo che sia.

La fase attuale di bassi tassi di interesse unitamente all’alta volatilità dei mercati finanziari, dovuta a fattori molto spesso estranei  all’economia reale, impongono scelte consapevoli sul livello di rischio che si è disposti ad assumere per realizzare un rendimento soddisfacente  dai nostri risparmi, tenendo conto che generalmente ad  alti rendimenti  corrispondono  alti rischi.

Accanto alle tradizionali forme d’impiego  come depositi bancari, titoli di stato ( BOT, CCT, BTP) o azioni, ci vediamo oggi proporre talvolta con troppa superficialità strumenti  finanziari di cui in genere si ignorano le caratteristiche in termini di rischio e rendimento.

Obbligazioni strutturate, obbligazioni subordinate, polizze vita, certificati, fondi d’investimento azionari, obbligazionari, bilanciati, ecc, prodotti  derivati e  così via continuando. Se è impossibile in poche righe illustrarne le caratteristiche e i criteri di scelta, si può tuttavia richiamare taluni principi di base da tenere presenti  per compiere  scelte consapevoli, a cominciare dalla regola fondamentale della diversificazione di portafoglio che è come dire ’non mettere tutte le uova nello stesso paniere’. Da notare che tale condizione  può essere in parte realizzata in alcuni strumenti  che prevedano già al loro interno investimenti diversificati come sono i fondi bilanciati (obbligazionari/azionari).

Inoltre, la predisposizione e gestione di un portafoglio deve sempre rispondere alle esigenze e agli obiettivi dell’investitore nonché al livello di rischio che è disposto ad accettare agendo in coerenza con la strategia predisposta anche se, in certi momenti, ci si può imbattere in performance negative. Il risultato finale è quello che conta.

Altra buona regola è quella di chiarire con il proprio consulente tutti gli aspetti dell’investimento  proposto in termini di garanzia del capitale investito, di costo di sottoscrizione e di recesso anticipato di oneri di gestione e di oneri fiscali, nonché di liquidità dell’investimento.

L’incertezza che caratterizza ogni scelta in un campo così complesso fa emergere in ultimo un altro fattore decisivo nel processo di allocazione del risparmio ed è rappresentato dalla qualità del rapporto con il consulente, che non può esaurirsi in una semplice adesione ad una proposta, ma basarsi su un piano di reciproca comprensione. Il che vuol dire parlare almeno lo stesso linguaggio, comportando per l’investitore un più alto livello di conoscenza in materia. Insomma, il significato di parole chiave come capitale di rischio, capitale protetto o garantito, reddito fisso o variabile, rischio emittente, rischio di mercato, rischio di tasso,  ecc, non può più essere ignorato.

Il danno economico subito da migliaia di risparmiatori con i recenti dissesti di alcune banche, se da un lato ha svelato scarsa trasparenza e tanta disinvoltura da parte di proponenti di prodotti ad alto rischio, dall’altro ha evidenziato la necessità di ampliare l’informazione e la conoscenza dei risparmiatori in materia economico-finanziaria.

Di questa necessità si è fatto interprete di recente  lo stesso Governatore della banca d’Italia Visco intervenendo al convegno in senato “La ricchezza della nazione, educazione finanziaria e tutela del risparmio”, affermando che “ la vigilanza non può sostituirsi ai risparmiatori nelle scelte che sono chiamati a fare per l’allocazione della propria ricchezza”; come a significare: ‘ognuno faccia la propria parte’.

Alfio Cioppi

***

SERVIZI SANITARI E ACCESSIBILITÀ

Nella città di Siena e in provincia, si discute da tanti anni intorno ai problemi dell’accessibilità dei servizi pubblici. Qualche passo avanti si è indiscutibilmente  compiuto ma non è sufficiente. Molte sono ancora i servizi e le strutture che presentano profili di inaccessibilità per chi ha problemi di vista e in generale per i disabili.

In questo scritto mi voglio soffermare sui servizi sanitari e sulle loro strutture.

Tutti gli ospedali sono vietati a un disabile visivo che decidesse - o fosse costretto - di frequentarli in autonomia perché non esistono guide utili a chi non vede.

Se si pensa solo alla complessità di queste strutture e a come gli ascensori sono obsoleti. Non hanno un valido servizio di accoglienza se non al policlinico senese. Se si prova a contattare il centralino ci si scontra con numeri difficili da reperire e poi spesso muti.

Se si prova poi a prenotare una visita o un esame si rischia di impazzire.

Sul sito non si riesce a ottenere risultati perché poco accessibile e spesso dopo aver inserito i dati si riceve il messaggio di rifiuto per problemi tecnici. Se si chiama il numero urbano si attende anche per ore per avere appuntamenti a lunghissimo termine.

Il numero speciale di regione Toscana che doveva servire per abbattere le code il più delle volte non da i risultati sperati. Sto ancora attendendo  da mesi una chiamata per una risonanza di mia moglie. Se rivolgiamo lo sguardo alle sedi della usl sudest a Siena e in provincia la situazione, se possibile, peggiora ancora. Le strutture sono tutte poco accessibili e con un sistema di indicazioni interne poco comprensibile anche a chi non vede e inutilizzabile per noi disabili visivi. A Siena e non solo, sono stati installati sistemi di regolazione delle file che non sono accessibili ai ciechi e agli ipovedenti ma neppure agli anziani che vedono male.

Faccio rilevare che il sistema installato potrebbe avere in dotazione la voce ma nessuno ci ha pensato e le leggi lo prevedono. Mi chiedo, cosa si aspetta a richiamare il responsabile tecnico di quelle installazioni? Possibile che in questo paese non paga mai nessuno?

Un problema sono anche gli esami delle urine perché i laboratori pretendono le urine in provetta ma per chi non vede è un ostacolo insormontabile. Abbiamo segnalato il problema ma dopo poco tempo il tutto è stato dimenticato. Per prenotare le prestazioni si deve avere a disposizione il codice a barre della prescrizione e noi non possiamo leggerlo ma anche in questo caso, le risposte tardano a pervenire. Devo dire che per fortuna il personale sanitario e amministrativo è dotato, in generale, da tanta buona volontà e ci aiuta a risolvere le difficoltà ma questo non è un bel biglietto da visita per una organizzazione civile e moderna. Aspettavamo la ricetta digitale e la cartella clinica digitale per avere più facilità nelle cure ma nulla di tutto questo è partito o non è partito in modo accessibile. Cosa fare?

Dobbiamo solo sperare nella volontà di chi ha problemi di disabilità e chi scrive si impegna con la sezione uici di Siena a tener viva l’attenzione su questi temi ma senza il sostegno degli organi di informazione ufficiali si va poco lontano.

Speriamo che chi di dovere si svegli e che chi ha omesso o omette i provvedimenti necessari venga chiamato ad assumersene le responsabilità.

Massimo Vita

***

Da circa cento anni coltiviamo un sogno, raggiungere le pari opportunità e la giustizia sociale

Sostienici

dona il tuo 5 per 1000

Visita il sito www.uicitoscana.it

Donaci il tuo cinque per mille indicando il nostro codice fiscale sulla tua dichiarazione dei redditi 80002240523

***

IMMAGINI E PAROLE di Martina Medori e Rossella Miccichè

Due amiche, una comune passione per il cinema, la letteratura e il racconto di come le parole diventano immagini. In questo numero ci parlano del film

 

LA BELLA E LA BESTIA IERI E OGGI: DUE PELLICOLE A CONFRONTO

Dall’indimenticabile classico d’animazione Disney del 1991, La Bella e la Bestia, nasce la rivisitazione cinematografica della romantica e leggendaria fiaba, uscita nelle sale lo scorso 16 marzo ad opera del regista Bill Condon.

La storia del principe viziato ed egoista colpito da un incantesimo che, per punire il suo pessimo carattere, lo trasforma in una orribile e spaventosa bestia, e dell’incantevole Belle, ragazza di provincia intelligente e brillante, ha da sempre conquistato grandi e piccini, proponendo in ogni sua versione il tema centrale del vero amore che risolve ogni destino e salva da ogni castigo. La pellicola, che conta attori di prestigio quali Emma Watson nel ruolo della protagonista, Ewan McGregor nelle vesti del candelabro Lumière e Ian McKellen come l’orologio Tokins, traspone con accuratezza il famoso racconto, aggiungendo anche qualche tocco in più rispetto al cartone animato. I personaggi in particolare, diversamente da quelli raccontati dalla versione Disney, hanno personalità e caratteristiche maggiormente delineate, con lo scopo di rendere più reali loro e le vicende più vicine all’attualità.

Un esempio è Maurice, padre di Belle e inventore, che nel film ha un passato preciso e dettagliato, del tutto tralasciato nel film di animazione. Ancora, possiamo citare Gastòn, il playboy del villaggio, adorato da tutte le ragazze, bello e innamorato dell’invidiata Belle, che assume nel film una personalità ancor più caratterizzata dalla sua stoltezza, grettezza e cattiveria. Ugualmente forti e ben strutturati tutti gli altri personaggi; la stessa Belle, intelligente, bella, autentica, brillante, considerata da tutti fuori dal comune e che nel paesino dove vive si sente un pesce fuor d’acqua; e infine gli oggetti animati che forse però colorano l’ambientazione della fiaba in maniera più intensa nella versione originale. 

Per quanto concerne la storia in sé, alcuni dettagli trascurabili si diversificano da una versione all’altra, senza stravolgere la trama e il messaggio che essa vuole trasmettere; meno trascurabile è invece il contributo apportato dai sottofondi musicali, a cui si aggiungono nuove canzoni e una colonna sonora sicuramente avvincente e capace di donare ritmo all’intreccio, ben più ricca, solenne e ricercata nel film piuttosto che nell’originale, in grado di conferire stile e altrettanta suspense alla narrazione. 

L’aspetto realistico contrasta con l’ambientazione fantastica e il continuo ricorrere, da parte del regista, a effetti speciali straordinari che animano le scene e restituiscono alla pellicola il carattere di fiaba dà a noi spettatori la possibilità di ritornare all’infanzia, ai valori che ci sono stati trasmessi e alla speranza di ritrovarli forse nel mondo in cui viviamo ogni giorno. 

***

NOTIZIE UTILI DALLA REDAZIONE

Deducibilità spese mediche disabili: come fare

Basta l’invalidità o serve la Legge 104? L’agenzia delle Entrate chiarisce i dubbi sulla deducibilità di spese mediche e di assistenza in caso di disabilità. Come sappiamo, tra le varie agevolazioni fiscali disabili, c’è la possibilità di dedurre spese mediche dalla dichiarazione dei redditi con modello 730 e UNICO.

Per fare chiarezza è intervenuta l’Agenzia delle Entrate che nella risoluzione n. 79/E  del 23 settembre 2016 spiega le regole per dedurre le spese mediche e di assistenza specifica nei casi di grave invalidità o menomazione. Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) stabilisce all’art. 10, comma 1, che sono interamente deducibili dal reddito complessivo "le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione". Ma poiché sono ritenute “disabili” sia le persone che hanno ottenuto le attestazioni dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 104 del 1992, sia coloro che sono stati ritenuti “invalidi” da altre Commissioni mediche pubbliche incaricate per il riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, eccetera, come regolarsi? Riguardo ai soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi della L. 104/92, la circolare afferma che essi possono fruire della deduzione, indipendentemente dalla presenza dell’ “handicap grave” (articolo 3, comma 3).

Diverso è invece il discorso per i soggetti riconosciuti invalidi.

La differenza risiede nella diversa natura della certificazione. Mentre infatti l’accertamento dell’invalidità civile valuta il grado di capacità lavorativa, l’attestazione dell’handicap attiene allo stato di gravità delle difficoltà sociali e relazionali.

Ne consegue che per il diritto alla deduzione in esame, non può ritenersi sufficiente il solo riconoscimento dell’invalidità civile ma occorre, dunque, accertare la grave e permanente invalidità o menomazione. Come si accerta? La circolare dell’Agenzia delle Entrate ritiene che essa sia accertata nei casi in cui sia attestata un’invalidità totale nonché in tutte le ipotesi in cui sia attribuita l’indennità di accompagnamento.

Ricordiamo che sono interamente deducibili dal reddito complessivo del disabile:

- le spese mediche generiche

- le spese di “assistenza specifica”.

Si considerano di assistenza specifica le spese sostenute per:

- l’assistenza infermieristica e riabilitativa

- le prestazioni fornite dal personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale

- e prestazioni  rese  dal  personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo, da quello con la qualifica di educatore professionale, dal personale qualificato addetto all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

A questo proposito, giova ricordare anche che in caso di ricovero della persona disabile in un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le spese paramediche di assistenza specifica. Per questo motivo, è necessario che nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza le spese risultino  indicate separatamente.

da: https://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/spese-mediche-disabili-come-funzionano-le-deduzioni-in-dichiarazione-dei-redditi

Il reddito della casa di abitazione non verrà più preso in considerazione ai fini delle prestazioni di invalidità civile, cecità civile e sordità

Dopo una insistita e decisa azione di pressione condotta dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nei confronti dall'INPS è stata pubblicata dallo stesso Istituto  la Circolare n. 74 del 21 aprile 2017 - Prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità. Non computabilità del reddito da casa di abitazione, nella quale l’Istituto comunica che non verrà più preso in considerazione il reddito della casa di abitazione, ai fini della concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità civile e sordità (categoria INVCIV).

Ogni anno, gli invalidi civili, ciechi civili e sordi civili, per avere diritto alle provvidenze erogate dall’I.N.P.S. devono dimostrare di trovarsi in stato di bisogno economico, presentando una dichiarazione dei redditi che non superi i limiti stabiliti annualmente con Circolare dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell’INPS.

L’Istituto ritiene che i redditi da prendersi in considerazione, ai fini della concessione delle prestazioni economiche di invalidità civile, cecità e sordità, siano quelli calcolati con riferimento al reddito agli effetti dell’IRPEF con esclusione dei redditi percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte. (art. 14 septies, commi 4 e 5, del decreto legge 30 dicembre 1979 n. 663, convertito in legge 29 febbraio 1980 n. 33).

Fino ad oggi, il reddito della casa di abitazione, essendo reddito assoggettato a IRPEF salva la deducibilità al 100% e sulla scorta di alcune pronunce giurisprudenziali era ritenuto da includersi nel calcolo del reddito complessivo della persona disabile.

Negli ultimi anni si è consolidato un orientamento giurisprudenziale opposto.

L’INPS ha deciso di modificare il criterio per la concessione delle prestazioni di invalidità civile, cecità  e sordità, alla luce di numerose decisioni adottate dalla Corte di Cassazione, che escludono dal computo dei redditi la casa di abitazione.

Nello specifico, secondo la Cassazione, le norme di riferimento sono costituite del combinato disposto di due norme convergenti: l’art. 12 della legge 30 marzo 1971 n. 118 che per le condizioni economiche richieste per la concessione della pensione di inabilità, rinvia a quanto stabilito dall’art 26 della legge 30 aprile 1969 n. 153, che prevede la corresponsione  della pensione sociale ai cittadini che hanno compiuto 65 anni sprovvisti di reddito. Quest’ultima legge esclude dal computo il reddito della casa di abitazione.

Vista l’applicabilità della normativa in materia di pensioni sociali, alla stessa maniera, il reddito della casa di abitazione deve considerarsi escluso anche dal calcolo del reddito ai fini del riconoscimento delle prestazioni di invalidità civile, cecità e sordità.

La circolare può essere scaricata dal sito:  https://www.inps.it/bussola/VisualizzaDoc.aspx?sVirtualURL=%2FCircolari%2FCircolare%20numero%2074%20del%2021-04-2017.htm

 

“Runner in vista”

l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus sarà protagonista di un’iniziativa, promossa da Proxima Spa e Larry Smith Italia, dal titolo “Runner in vista”, patrocinata dal Coni.

Si tratta di una camminata non competitiva  a passo libero di cinque chilometri che si svolgerà, in giorni diversi, in undici città italiane, da maggio a luglio 2017, con partenza e arrivo nei pressi dei Centri Commerciali gestiti da Larry Smith che partecipano all’iniziativa.

E’ rivolta a tutti, da 0 a 120 anni. Puoi scegliere quindi di camminare, correre da solo o in compagnia, accompagnare un non vedente o provare l’esperienza di correre al buio indossando sugli occhi la fascia scaldacollo che ti sarà consegnato il giorno della gara.

Lo scopo è quello di favorire l'incontro tra "runner" vedenti e non vedenti nella condivisione di un’esperienza unica: correre uniti, correre al buio.

È possibile iscriversi alle camminate:

· sul sito https://runnerinvista.it/iscriviti/;

·  il giorno della gara nell’area di partenza;

·  nelle gallerie dei Centri Commerciali coinvolti, presso le hostess di Proxima Spa, nei due weekend precedenti la tappa, tra le 10.00 e le 20.00.

L’iscrizione alla camminata costa cinque Euro a persona e dà diritto al kit gara che comprenderà:

·  una T-shirt tecnica;

·  uno zainetto porta indumenti;

·  una fascia scaldacollo che potrà essere usata per oscurare la vista e provare in prima persona  l’esperienza di correre al buio;

·  un nastrino che servirà ai runner non vedenti e a chi desidera provare l’esperienza di correre al buio, per farsi accompagnare dalla loro guida o da un amico;

·  dei prodotti offerti dagli sponsor tecnici.

La manifestazione si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica.
Il tempo massimo per concludere la camminata è fissato in 2 ore.

Il ricavato sarà interamente devoluto all'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus.

Mario Barbuto, presidente nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, intervenendo in collegamento alla presentazione del progetto tenutosi il 27 aprile a Roma, ha dichiarato: ”Grazie a questo progetto si contribuisce a migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità visiva in Italia. Le risorse raccolte ci permetteranno, infatti, di sviluppare un'intensa azione di promozione delle attività fisiche, motorie e sportive per tutte le persone non vedenti e ipovedenti e a realizzare progetti sportivi che risultano particolarmente preziosi per assicurare uno sviluppo armonico e integrale della personalità e della crescita". Con questa iniziativa saranno finanziati in particolare i progetti del programma Esplora realizzato dall'UICI che, attraverso attività sportive ed esplorative, aiutano bambini e ragazzi con disabilità visiva ad acquisire una maggiore consapevolezza dell'ambiente circostante e a raggiungere indipendenza ed autonomia.

La conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa è stata anche l’occasione per illustrare l’accessibilità del sito internet  www.runnerinvista.it reso tale grazie al lavoro dell’Osservatorio Siti Internet.

L’OSI è stato istituito dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con il compito di valutare il grado di accessibilità dei siti internet ai disabili visivi e battersi affinché questi possano offrire informazioni e servizi a tutti, senza barriere.

Massimiliano Martines, Responsabile operativo del gruppo di lavoro ha risposto ad alcune domande:

Cosa significa rendere accessibile un sito web?

“Rendere un sito accessibile significa dare a tutti la possibilità di usufruire di un dato, di una notizia o di un servizio, indipendentemente dalle abilità fisico-sensoriali dellʼindividuo. Di conseguenza la tecnologia utilizzata dovrà essere in grado di supportare le tecnologie assistive eventualmente utilizzate. Esteticamente il sito, il portale o lʼapp, non vengono modificati quando sono accessibili. Ciò che cambia è ciò che sta “sotto il cofano”, che deve rispondere a requisiti specifici e cioè quelli dettati dalla legge 04/2004, conosciuta anche come legge Stanca e successive modificazioni, mentre dal punto di vista tecnico ci si basa su standard e protocolli di programmazione internazionali WRICAG 2.0”.

 

RUNNER IN VISTA: IL TOUR

Undici tappe per undici camminate da 5 km ciascuna che avranno come punto di partenza e di arrivo uno dei Centro Commerciali promotori.

Sabato 6 maggio Centro Commerciale Roma Est (Roma)

Sabato 13 maggio Centro Commerciale I Gigli (Firenze)

Sabato 20 maggio Centro Commerciale Gran Sasso (Teramo)

Sabato 27 maggio Centro Commerciale I Granai (Roma)

Domenica 28 maggio Centro Commerciale Itaca (Formia)

Venerdì 2 giugno Centro Commerciale Tuscia (Viterbo)

Sabato 3 giugno Centro Commerciale Torri Bianche (Vimercate)

Sabato 10 giugno Centro Commerciale Tanit (Sassari)

Sabato 17 giugno Centro Commerciale Sedici Pini (Pomezia)

Sabato 24 giugno Centro Commerciale Continente Mapello (Bergamo)

Sabato 1 luglio Centro Commerciale Le Isole (Gravellona Toce)

Per informazioni:

Sito: https://runnerinvista.it

Facebook: https://www.facebook.com/runnerinvista/

Instagram: https://www.instagram.com/runnerinvista/?hl=it

Linkedin: https://www.linkedin.com/company-beta/11068746/

 

da: https://runnerinvista.it  e http://www.uiciechi.it

***

L’IMPORTANZA DI UN TURISMO PIU’ OSPITALE NEI CONFRONTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’

E' accaduto pochi giorni fa: un pullman turistico che aveva portato a Siena 14 non vedenti ed i loro accompagnatori non ha ottenuto il permesso di poterli riprendere, dopo la visita alla città, a San Domenico.

Questioni burocratiche, di permessi e tempi di richiesta, spiega il Comune. Legittime e razionali spiegazioni che riesce comunque difficile condividere. Quando si parla di persone che hanno oggettiva difficoltà a muoversi, la razionalità dovrebbe lasciare spazio al raziocinio, e derogare dovrebbe essere non solo auspicabile ma addirittura dovuto.Quella comitiva, prima dell'arrivo, poteva non aver chiara la distanza tra la città e il parcheggio dei bus, e quindi la richiesta di avvicinamento al centro è diventata non prevedibile ma necessaria. E' ingiusto pretendere che un disabile che voglia visitare la città debba fare uno sforzo organizzativo molto maggiore di un qualsiasi turista. Anzi, una città davvero inclusiva dovrebbe far di tutto per facilitargli l'approdo al centro storico ed una permanenza il più possibile serena.  Così come non si può pretendere che i turisti stranieri con contrassegno invalidi si debbano studiare la lingua italiana per poter accedere alla ztl. Agli ingressi, infatti, la procedura da usare per l'ingresso nella zona a traffico limitato è scritta solo in italiano. Troppo difficile una traduzione almeno in inglese?

Susanna Guarino

***

INTERVISTA ALLA PRESIDENTE DELLA ROBUR SIENA ANNA DURIO

Ci può dire come e perché ha deciso di rilevare la Robur Siena?

Siena è una piazza importante ed ambita, già nell'estate del fallimento avevamo tenuto sott'occhio il contesto Robur, poi il tutto si è concretizzato ormai più di un anno e mezzo fa, quando la società era caduta in importanti difficoltà economiche.

Ci può dire cosa spinge un imprenditore a investire in una squadra di calcio?

Una grande passione per il calcio da parte della famiglia e la voglia di fare calcio in ambiti importanti, come Siena.

Ci può raccontare la partita d’esordio come Presidente della Robur e le emozioni che ha provato?

Sicuramente è stata una grande emozione, soprattutto per il contesto meraviglioso del Rastrello e anche per tutte le difficoltà che ho dovuto affrontare per diventare presidente. Devo dire che ancora non mi sono abituata a queste emozioni, ogni partita la sento e la vivo intensamente.

Ci racconta di quest’anno della Robur?

E' stato un anno intenso e difficile, tra un andamento altalenante e le vicende extracampo che ci hanno accompagnato e che potevano essere dannose, non lo sono state solamente grazie ad un lavoro importante e alla grande forza d'animo.

Il Siena è una società calcistica dal passato importante sente la responsabilità di esserne la Presidente?Il peso si sente ma non mi spaventa, altrimenti saremmo rimasti a casa. Il passato va rispettato ma dobbiamo avere la forza e la voglia di scriverla.

Quanto crede che impiegherà la Robur per tornare ai fasti di un tempo?Il lavoro e il tempo saranno i nostri giudici, noi continueremo a fare i passi adatti per arrivare e restare.

 

Come giudica la sua esperienza come Presidente della Robur fino a questo momento? E perché?

Come ho detto in precedenza è stato un anno difficile ed intenso, ma non ci ha tolto la voglia di crescere e migliorare, anzi sarà uno stimolo in più.

Per la prossima stagione intende portare a Siena un calciatore di (categoria superiore) in grado di fare la differenza?

Non è il giocatore che fa la differenza ma il contesto e l'organizzazione in cui è inserito. Il lavoro e la stabilità sono le basi del successo.

Come intende rafforzare il gruppo attuale per provare a fare il salto di categoria durante la prossima stagione calcistica?

Vogliamo alzare l'asticella, che non significa in automatico fare il salto di categoria. Vogliamo sistemare tutte le vicende societarie, a partire dal centro sportivo e poi dalle basi che abbiamo gettato quest’anno, migliorando la rosa.

Antonio Garosi

Scarica Visto! 15 in formato doc

Scarica Visto! 15 in formato pdf