Visto! Numero 12

Visto!

 

 

Periodico di informazione della sezione di Siena • Numero 12 •settembre 2016

 

 

Direttrice responsabile: Susanna Guarino

Registrazione Tribunale di Siena n.3 del 5/8/2014

 

Con il contributo di: Estra energia e Tiemme

 

UICI SIENA

Sezione Cavaliere Attilio Borelli

V.le Cavour, 134 Telefono

0577 46181

e-mail: uicisi@uiciechi.it

 

                                                                                                     

 

La passione per il Palio

Medaglia di riconoscenza civica a Enrico Giannelli

 

La Contrada del Drago ha proposto Enrico Giannelli per la medaglia di civica riconoscenza e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS è lieta di questa riconoscenza per un uomo che da anni offre tutto se stesso alla causa di ciechi e ipovedenti. La medaglia di civica riconoscenza è stata assegnata a Enrico Giannelli “per la passione e l’attività di approfondimento degli aspetti antropologici del Palio”.  Ideatore e curatore del gioco a quiz “Diccelo”, organizzato dalla sua stessa Contrada, e autore di sonetti in vernacolo e di una raccolta di testi teatrali, Giannelli ha scritto vari libri sulla storia e sulle carriere dei fantini del Palio. Chiamato più volte a collaborare sulle testate locali, è stato protagonista di una serie di brevi filmati su aneddoti e fatti palieschi trasmessi dalle emittenti locali. In Contrada ha ricoperto le più svariate cariche:  da vice cancelliere a vicario e a priore, da mangino a capitano vittorioso. Ricordato per rettitudine e onestà intellettuale nella sua attività lavorativa come dirigente dell’istituto Sclavo, per anni è stato presidente del consiglio di amministrazione dei Conservatori Femminili Riuniti di Siena. Ci piace riportare qui, alcuni stralci della presentazione del professore Carlo Rossi. Enrico ha assicurato il suo impegno nei settori più diversi non trascurando l’impegno sociale, fornendo il suo contributo di qualità e umano nell’attività dell’Unione  italiana  Ciechi e del Teatro del Costone. Il professore  Carlo Rossi scrive:“Enrico Giannelli, Ghigo, nasce a Siena l’8 luglio 1934, in Piazza della Posta (allora Piazza Umberto I) da Fernando, vice segretario generale del Comune di Siena e dalla dolce signora Elena, figlia di Enrico Falaschi, importante personaggio senese di fine ottocento: fu sindaco della città, presidente del Monte dei Paschi e anche parlamentare nazionale. Ghigo ha una sorella, Ernestina ed un fratello Emilio, Mangia d’Oro qualche anno fa. Il giovane Ghigo frequenta il Liceo Classico Enea Silvio Piccolomini e poi la facoltà di Giurisprudenza del nostro Ateneo. Fu anche goliardo in quel periodo: baliota con il Principe Fabio Rugani nel 1956 contribuì ad organizzare il più simpatico e riuscito scherzo che i goliardi senesi abbiano mai realizzato: il famoso scherzo degli egiziani. Dopo la laurea nel 1957, Ghigo fece il praticante dall’avvocato Delle Piane e divenne procuratore legale ma in pratica non esercitò la professione forense perché fu assunto alla Sclavo. Istituto Siero-Vaccinogeno Toscano Achille Sclavo, dove, poco dopo divenne direttore del personale. Svolse per decenni questo delicato ruolo con grande impegno, dedizione verso l’istituto ed integerrimo rigore. Alla Sclavo collaborò con tutti i vertici che via via si succedettero al timone dell’azienda, a partire dal dottor Antonio Cinotti e fino a Guelfo Marcucci . Andò in pensione lasciando una situazione che non era più quella nella quale era entrato tanti anni prima. Poco era rimasto dell’Istituto Siero-Vaccinogeno Toscano Achille Sclavo che tanto lustro aveva portato alla città e che era stato palestra di lavoro e di vita per tanti senesi. Si diceva: nato in Piazza della Posta, nel cuore del Drago, Ghigo è  l’incarnazione della storia, il testimone, il garante, la coscienza critica, il faro a cui tutti i dragaioli almeno una volta si sono rivolti per un consiglio, per un parere. Con il suo carattere critico e rigoroso, a volte burbero, poco incline al compromesso, ma mai escludente, ironico ma mai cattivo, modesto e mai autoreferenziale è sempre stato un punto di riferimento per tutti, anche per i giovani. La sua carriera nel Drago inizia nel ’54 come vice cancelliere e da allora è sempre presente nella Sedia Direttiva; Vicario dal ’57 al ’74, diviene Priore nel ’74 alla morte del mio babbo e rimane in carica fino al 1979. Capitano dall’ 82 all’ 87, è vittorioso con Ogiva e Falchino nel luglio del 1986; ma aveva già vinto come Mangino nel ’62. Adesso è ancora in Sedia come Consigliere del Priore ed i suoi consigli sono tuttora preziosi. Ghigo ha sempre vissuto ed interpretato il Palio nel modo migliore, più positivo, come una festa capace anche di sollevarci dalle preoccupazioni quotidiane, in grado di riempire ed allietare le nostre giornate due volte all’anno. Palio che ci dà gli spunti per conoscere nuovi personaggi, per approfondire alcuni aspetti più nascosti, per scoprire nuovi aneddoti per canzonare e canzonarsi, per passare ore serene insieme a tanti amici. Il giorno più bello è per Ghigo quello in cui danno i cavalli, con i suoi ritmi e le sue attese cariche di tensione e di speranze: l’assegnazione del cavallo, la scelta della monta e la prima prova per vedere anche le accoppiate delle altre Contrade e incominciare a prevedere come si potrà sviluppare il Palio. Quante nottate in Camporegio e ai Voltoni a chiedergli di vittorie, di cavalli e fantini, di estrazioni a sorte. Tutti a tirare tardi intorno a lui che raccontava aneddoti e storie di vecchi palii, snocciolava dati e date a noi che lo ascoltavamo in religiosa ammirazione. Allora alle nostre domande e alle nostre curiosità non c’era l’immediata risposta di un freddo, asettico telefonino senz’anima. La sua grande memoria lo ha senz’altro aiutato e ha soprattutto in parte supplito alla grave menomazione visiva da cui è affetto da decenni. E’ riuscito comunque con grande forza di volontà e determinazione ma anche con serenità ad accettare e a sopportare questa malattia che non gli ha impedito di continuare in qualche modo, e con grande difficoltà,  a leggere e a scrivere quello che apprendeva e che produceva. L’handicap non lo ha isolato, non l’ha fatto chiudere in se stesso, non lo ha escluso dal mondo che ama e che continua grazie a Dio a frequentare e ad animare con la soddisfazione di chi gli sta intorno. Una vera fucina di dati, di date, di elenchi, di aneddoti, di storie condite da un evidente amore per la materia. Questa sterminata conoscenza dell’argomento lo ha portato alla pubblicazione di due libri fondamentali per la storia della nostra festa: “Dal primo all’ultimo. Carriere e fantini del 900” e “Ora come allora: carriere e fantini dalle origini ad oggi” (era il 2006), scritto con Maurizio Picciafuochi e poi il più recente (del 2014) “Fantini brava gente. Disavventure giudiziarie di fantini del passato” in collaborazione con Ferrini, Papei e Picciafuochi. Non sono state pubblicate, ma sarebbe interessante farlo, le domande e le risposte delle varie edizioni del DICCELO, gioco fra squadre di contradaioli ideato da Ghigo e da lui con altri benemeriti dragaioli organizzato negli anni. Gioco che ha allietato varie serate in Società mettendo alla prova i preparatissimi concorrenti che si sfidavano rispondendo a domande (per me quasi tutte impossibili), su Palio, fantini, cavalli estrazioni a sorte, ma anche toponomastica e monumenti cittadini, senesi famosi e così via. Ma non solo Palio e non solo Drago. Rilevante è stato ed è tuttora l’impegno che Ghigo ha profuso nelle varie istituzioni cittadine nelle quali ha ricoperto ruoli di responsabilità. Attualmente è Vice Presidente dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti  di Siena che si adopera per assistere e rendere meno dura la vita dei non vedenti ed organizza vari eventi per promuovere la prevenzione dei disturbi della vista, come la campagna sul rischio di glaucoma. In passato, dal ’99 al 2006 è stato Presidente del Consiglio di Amministrazione dei Conservatori Femminili Riuniti di Siena e dopo aver ristrutturato gli ambienti della struttura ricettiva, ha concluso un accordo con l’Università per assicurare all’Istituzione un futuro più certo. Ricordo, en passant, che i Conservatori Femminili Riuniti sono proprietari anche della Chiesa di San Raimondo al Refugio, vero gioiello del barocco senese. Importante nella vita di Ghigo è stato l’impegno con il Costone dove ha fatto a lungo parte del Consiglio Direttivo e dove ha collaborato prima con Monsignor Orlandi e poi con don Alberto Luzzi, con don Vittorio Bonci e infine con don Gaetano Rutilo. Al Costone, fra le altre cose, Ghigo si dedicò al rifacimento del teatro che fu, dopo varie peripezie, inaugurato nel 2001 da Carlo Verdone, figlio del grande Mario, da sempre legato al Costone. Al teatro del Costone è andata in scena per vari anni la Rassegna del Teatro Contradaiolo con buon successo. In una di queste edizioni (nel 2006), la Filodrammatica Dragaiola rappresentò una commedia scritta dallo stesso Ghigo e da Andrea Muzzi (che insieme hanno pubblicato “Il teatrino del Paradiso: copioni in vernacolo”) “Cose dell’altro mondo”, nella quale recitai anche io, dove Ghigo nelle vesti del Beato Vocale, interveniva in un paradisiaco contesto di santi e beati, esprimendosi, quando apriva bocca, usando parole composte ogni volta con una sola vocale, suscitando comprensibile ilarità. E qui si scopre un’altra caratteristica di Ghigo: la sua abilità di giocare con le parole, la geniale capacità di creare bizzarri componimenti poetici, per esempio una poesia nella quale ogni rigo è formato dall’anagramma di nome e cognome di varie persone, come i membri del consiglio dei ministri o i calciatori della rosa del Siena (e anche quest’anno, dopo le vicissitudini societarie siamo in attesa della nuova composizione). Oppure usando versi tutti con la stessa rima. Memorabile fu l’epinicio in onore di Salasso che Ghigo recitò a memoria durante la cena della vittoria del 2014. E sempre per una cena della vittoria del Drago, nel settembre 1986, la Contrada decise di offrire ai commensali un gustosissimo libretto intitolato “Dolce idioma, amato ostello” scritto da Lorenzo Fabbri (pseudonimo che Ghigo usò per ricordare il grande barbaresco Pappio) contenente alcuni dei suoi sonetti più significativi. La passione per questa forma di poesia l’ha ereditata dal babbo, autore anch’egli di piacevolissime raccolte di sonetti in vernacolo, alcune pubblicate con lo pseudonimo di Gianferli. Nel 2009 Ghigo ha pubblicato “Gente vana. Sonetti in vernacolo senese”, stavolta con il suo nome, con tanti sonetti e con due poemetti sulla Battaglia di Montaperti e sul Palio della Pace. Nella prefazione di questo libro, Ghigo fa una puntualizzazione sul sonetto in vernacolo, sia per quanto riguarda i problemi relativi alla metrica sia per la correttezza della rima, sottolineando la difficoltà nel rendere per iscritto il linguaggio parlato. Il vernacolo, scrive Ghigo, a differenza del dialetto, non è un sistema linguistico dotato di un vocabolario proprio, ma è un modo di parlare la lingua, da cui si differenzia, oltre che per qualche stravaganza grammaticale, per la pronuncia di alcune parole. Chiudo con l’auspicio che i nipoti più grandi di Ghigo e gli amati nipotini Giovanni e Pietro, figli di Costanza, possano cogliere fino in fondo la fortuna di avere uno zio e un nonno così e sappiano sfruttarne la vicinanza per crescere nell’amore e nel rispetto della Città, delle sue istituzioni, della sua festa e della sua gente. E da tutti noi che abbiamo la fortuna di averlo per amico un abbraccio e un grande grazie”. Il presidente della sezione di Siena dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Siena, Massimo Vita, è grato a Enrico per il suo contributo che offre all’associazione e per l’amicizia nei suoi confronti.A Enrico va il plauso di tutti i Ciechi e gli Ipovedenti di Siena e provincia.

La redazione

 

 

Animalisti

Di Susanna Guarino

 

Avevano annunciato a più riprese la loro protesta contro il Palio in occasione della Carriera del 16 agosto, ma alla fine hanno dovuto resistere.

Gli attivisti del Partito Animalista Europeo avrebbero voluto replicare la manifestazione di protesta messa in atto nell’agosto 2015 contro lo sfruttamento dei cavalli, ma questa volta hanno dovuto incassare il no di Comune e Questura.La manifestazione è stata vietata per “allerta terrorismo internazionale” a pochi giorni dal Palio dal questore stesso con decreto, visto “l’attuale contesto nazionale ed internazionale, che richiede il massimo impegno di tutte le risorse a disposizione al fine di garantire la sicurezza degli obiettivi ritenuti sensibili ed in particolare di quelli ove, tra l’altro, è più elevata la concentrazione di persone”.

Nel decreto si spiega che, proprio per questo “l’assegnazione dei rinforzi dipartimentali non potrà avvenire in modo esaustivo rispetto alle richieste e che le forze territoriali sono già totalmente impegnate nei servizi essenziali e per le manifestazioni paliesche”.“Ritenuto pertanto che lo svolgimento della manifestazione preavvisata dal PAE, con la necessaria predisposizione dei relativi servizi, compiterebbe un abbassamento del livello di efficienza dei servizi necessari per garantire adeguatamente l’ordine e la sicurezza nel quadro generale descritto”, il permesso a svolgere la manifestazione viene negato. Gli animalisti avevano presentato la richiesta ufficiale alla questura con ampio anticipo, il 23 giugno. Il sindaco aveva negato la possibilità di svolgere la manifestazione in Piazza e vie circostanti per motivi di ordine pubblico, mentre il questore ha vietato lo svolgimento anche nell’area dell’Acquacalda come era avvenuto nel 2015. Il presidente del PAE Stefano Fuccelli ha accolto il diniego con sportività: “Consideriamo da ossequiare il decreto del questore che, attenendosi alle disposizioni delle forze di polizia internazionali, ha addotto motivazioni utili a salvaguardare la sicurezza e l’incolumità dei manifestanti visti i recenti e sempre più frequenti attacchi terroristici”.

 

 

Paline tiemme

Di Susanna Guarino

 

Per gli utenti videolesi o ipovedenti adesso utilizzare il servizio pubblico è più facile”. Il presidente di Tiemme spa Massimo Roncucci ha voluto accanto a sé il presidente dell’Unione Ciechi di Siena Massimo Vita in occasione dell’inaugurazione delle nuove paline elettroniche che forniscono informazioni in tempo reale sugli orari programmati degli autobus e quelli di effettiva attesa alla fermata. Così, grazie anche all’annuncio vocale a bordo, la visualizzazione del percorso che il bus sta effettuando (compresi eventuali punti di interesse turistici) e le informazioni per l’utenza videolesa o ipovedente, il viaggio a bordo della flotta urbana di Tiemme diventa sempre più tecnologico ed accessibile. “Puntiamo a mettere a disposizione della nostra utenza sempre maggiori tecnologie per migliorare i nostri servizi di trasporto pubblico e, soprattutto, renderli più fruibili e accessibili per tutti – spiega ancora Massimo Roncucci, -. In questa ottica le nuove paline elettroniche che abbiamo introdotto nel territorio comunale di Siena sono in grado di rivolgersi a tutte le tipologie della nostra utenza, compresa quella non vedente”.

Per chi non vuole rinunciare alla propria indipendenza negli spostamenti il servizio che offre Tiemme è davvero importante.Spiega ancora il presidente di Tiemme: “Grazie, infatti, ad appositi altoparlanti è possibile trasformare in audio le informazioni che sono riportate sugli schermi, così da essere fruibili anche per gli utenti videolesi e/o ipovedenti. Inoltre, in seguito al recente rinnovo che ha interessato la nostra flotta urbana, gran parte dei bus sono oggi dotati di annuncio vocale di bordo così che il passeggero possa percepire più facilmente dove si trova. Siamo altrettanto consapevoli degli ulteriori sforzi che è necessario fare per rinnovare anche il nostro parco mezzi extraurbani. È quindi nostro obiettivo intervenire per un loro importante rinnovo”.La flotta di Tiemme è infatti in procinto di allargarsi ancora: “Avvieremo le procedure di acquisto in autofinanziamento di 12 nuovi autobus per un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro più iva – dice Massimo Roncucci. - Si tratterà di due nuovi bus urbani elettrici e di dieci mezzi che saranno prossimamente inseriti sulle linee regionali per Firenze e per Grosseto”.

Le nuove paline sono di due diverse tipologie. Ventidue sono dotate di due schermi a led di grandi dimensioni e sono state introdotte nelle principali fermate della rete urbana di Siena, ovvero in piazza Gramsci, Fontebecci, piazza del Sale, viale Bracci, Porta Pispini, viale Mazzini, via Peruzzi, Antiporto di Camollia, Vico Alto, Coroncina, Uncinello, San Miniato, Petriccio e viale Toselli. Sugli schermi delle paline si ottengono informazioni sul servizio urbano. Entro i 20 minuti, il display indica l’attesa dall’arrivo della successiva corsa della linea di interesse; dal 21esimo al 40esimo minuto la palina riporta l’orario effettivo di attesa e, dal 40esimo minuto in poi, riporta l’orario programmato. Inoltre, le paline sono dotate di altoparlanti che consentono di vocalizzare le informazioni riportate sugli schermi anche a favore di utenti videolesi e/o ipovedenti. Quarantaquattro paline di ultima generazione (con display da 8 pollici a colori e anche queste dotate di sistema di vocalizzazione per videolesi) sono state inoltre posizionate nei punti principali della città in sostituzione di quelle standard, mantenendo l’alimentazione con pannello solare. Sempre grazie alla tecnologia AVM, inoltre, 126 mezzi urbani ed extraurbani di ultima generazione della flotta di Tiemme (di cui 61 in servizio nell’area di Siena) sono adesso dotati di annuncio e visualizzazione della nuova fermata. Non solo: su 114 monitor informativi installati a bordo sarà visualizzato il percorso che il bus sta effettuando, assieme al palinsesto informativo dedicato che fornisce le ultime news, il meteo ed altri contenuti di intrattenimento e servizio. L’ulteriore sviluppo dell’AVM consentirà prossimamente di rendere disponibili le informazioni in tempo reale sul servizio e i minuti di attesa del bus anche tramite altri canali informativi, tra cui sms e la App gratuita Tiemme Mobile.

Sempre sul fronte della tecnologia, l’incremento dei servizi di biglietteria elettronica di Tiemme ha portato all’attivazione della smartcard contactless Mobint anche a Poggibonsi e Colle Val d’Elsa, dove gli utenti possono già acquistare il pratico borsellino elettronico per utilizzare i servizi bus urbani.

 

Solidarietà e volontariato

una ricchezza da proteggere

Di Massimo Vita

 

Il tessuto sociale del nostro territorio ha in sé un tesoro prezioso che va preservato e promosso per evitare che si possa danneggiare a causa dei tanti problemi che sorgono quando vi sono interessi in conflitto. In momenti difficili, come quelli costituiti dalle calamità naturali, si scopre una forza nascosta che si concretizza in gesti tangibili di solidarietà spesso poco evidenziati. Qualcuno dice, giustamente, che se si fa del bene non è necessario pubblicarlo sui giornali o sui social, ma piuttosto mostrare a tutti il buon operato dei nostri concittadini in modo trasparente, evitando che gli onori delle cronache siano compromesse da ingiustizie e malaffare. Esiste un rischio, fra tante azioni vere e sincere di solidarietà vi possono essere tentativi  strumentali che vanno evitati e anche denunciati. Un altro rischio che si corre, e per questo è importante l’azione di tutela e promozione, è legato al ruolo delle pubbliche amministrazioni le quali tendono a delegare molte delle loro competenze o dei loro obblighi al volontariato, ma senza per questo assumersi le proprie responsabilità. Chi compie gesti solidali va custodito e promosso ma oggi notiamo che i mezzi di informazione evidenziano solo i casi eclatanti ma non mostrano il grande lavoro che si svolge nel quotidiano. Ho intervistato due persone che operano nel mondo del volontariato ma che non vogliono apparire e per questo utilizzo nomi di fantasia. D. Pippo, quante ore di volontariato svolgi durante una settimana?
R. Dato che sono pensionato dedico molto tempo a questa mia attività e mediamente dedico almeno dieci ore a settimana ma non mi pesano e devo dire che sono il mio sale della vita.

D. cosa hai pensato ascoltando le notizie sul terremoto del centro italia?

R. Ho apprezzato la grande dignità di quelle popolazioni e la grande abnegazione dei volontari ma ho il rammarico di non essere riuscito a visitare quei luoghi e portare la mia solidarietà.

D. Se dovessi definire il volontariato con tre parole, quali useresti?
R. Continuità, Coerenza e Gratuità. Tre chiavi che danno qualità al servizio senza le quali il volontariato è solo un proclama. Il secondo volontario che chiamiamo Angelo si sofferma sul suo impegno a favore dei ciechi e in particolare sui servizi che ha svolto negli ultimi anni. Una testimonianza semplice ma toccante.

D. Cosa hai ricevuto nel tuo impegno di volontario con i ciechi e gli ipovedenti?

R. Ho ricevuto lezioni incommensurabili sia per la carica di umanità delle persone che ho incontrato e a cui ho offerto il mio braccio e i miei occhi, sia per aver compreso che i ciechi e gli ipovedenti sono persone come noi con pregi e difetti.

D. Quali sono le maggiori difficoltà incontrate nel tuo servizio?

R. Avevo il timore di sbagliare e anche se avevo avuto informazioni su cosa e come fare, il primo momento è stato difficile ma dopo pochi minuti la paura è svanita e questo grazie a chi si è fidato di me mettendomi a mio agio.

D. Se volessi convincere altre persone a scegliere il volontariato per ciechi e ipovedenti cosa diresti?

R.Direi: avvicinatevi a questo servizio con spirito di solidarietà e scoprirete un mondo di valori più unico che raro. Riceverete molto donando poco.
In conclusione, possiamo dire che il volontariato esprime valori forti ma l’organizzazione sociale del nostro Paese sta seriamente mettendo a rischio l’esistenza stessa del volontariato vero e puro. Oggi spesso si parla di volontariato ma sotto traccia ci sono affari inconfessabili. Prestiamo attenzione dunque ai messaggi che si lanciano e diamo forza e voce a chi, e sono tanti, vogliono portare avanti azioni vere e gratuite a vantaggio degli ultimi. In questi giorni la Chiesa ci ha messo davanti una figura come Madre Teresa. Una donna piccola, esile e con periodi di aridità spirituali che ha saputo mettere a nudo la Chiesa stessa e i potenti del mondo lavorando senza sosta per i poveri e i derelitti di questa società.

 

INTERVISTA A FABIO ULIVASTRI

Di Antonio Garosi

 

Prima di partire con l'intervista è d'obbligo una breve spiegazione su cosa sono le gare di endurance equestre. Si tratta di corse di resistenza su percorsi di varia natura ed un chilometraggio che varia dai 30 ai 160 km a seconda delle categorie. Una particolare attenzione viene riservata anche alla salute del cavallo.A 30–35 km infatti l'animale viene sottoposto ad un'accurata visita veterinaria in cui vengono controllati: battito cardiaco, respiro e tutti quei parametri metabolici e meccanici che permettono di valutare se le condizioni del cavallo sono idonee per il proseguo della gara.Contattiamo Fabio, nella sua abitazione di Firenze, nel momento in cui si è preso una pausa dai suoi allenamenti, e procediamo con l’intervista. Dove, come e perché hai cominciato ad andare a cavallo?"Tutto è nato dalla mia grande passione per gli animali, da piccolo mi piacevano tutti, in particolare i cavalli".Per quale motivo hai deciso di partecipare a gare con i normodotati?"Visto che l'endurance per normodotati è perfettamente uguale a quella a cui partecipavo io, la mia istruttrice ha avuto l'idea di provare. Abbiamo prima verificato la fattibilità, poi, una volta accertato che non presentava particolari difficoltà, abbiamo deciso di provare. Sa il perché del nome Indagato di Gallura? Perché ogni tot-anni, viene indicata una lettera dell'alfabeto con la quale deve iniziare il nome del cavallo, così per lui è stato scelto, da un elenco, questo nome. -Fabio si interrompe un attimo poi scherza: Vado in giro con un indagato, tutti i giorni, rischio la galera".E' vero che Indagato di Gallura, doveva partecipare al palio? E perché non ha partecipato?"Indagato di Gallura non ha partecipato direttamente al palio, ma ha partecipato alle selezioni. Ha però partecipato ad altri palii come il palio di Ferrara, con un fantino della scuderia di Luigi Bruschelli (Trecciolino), alla quale appartiene".Come si svolge la preparazione di una gara di endurance?"Si svolge facendo camminare il cavallo sulla sabbia, al passo, in questo modo il cavallo fa molta  fatica, quando va al trotto, o al galoppo, fa molta meno fatica, al contrario facendolo andare al passo si rafforza. Inoltre quando ci avviciniamo alle gare lo portiamo a camminare vicino al centro abitato".Ho sentito dell'utilizzo di particolari supporti che aiutano i cavalieri non vedenti nel corso delle gare puoi illustrarceli?Il casco supertecnologico che utilizzo può servirmi per farmi evitare gli ostacoli e anche per farmi avvisare dal mio allenatore di eventuali criticità, come i corsi d'acqua. Volendo si possono fare anche telefonate e tante altre cose, ma in gara preferisco non distrarmi. Inoltre ho una Chatter Box che viene utilizzata per rilevare a distanza un ostacolo in movimento". Progetti futuri?"Mi piacerebbe partecipare a gare fuori dai confini nazionali, a livello europeo od internazionale. Mi piacerebbe anche che i non vedenti si avvicinassero a questo sport, perché sono l'unico in italia, al momento, a partecipare a queste gare. Basta avere un cavallo che segua le indicazioni del fantino senza essere costretti spendere tanti soldi per comprare l'animale. Invito chiunque sia interessato a contattarmi può farlo all'indirizzo E-mail:fabio.ulivastri@agenziaentrate.it".Puoi raccontarci un aneddoto simpatico che ti è capitato durante una gara?"E' successo pochi giorni fa, mentre stavo seguendo il mio allenatore a cavallo, ci  ha attraversato la strada un cinghiale. Per fortuna che il cavallo non si è impaurito ed è rimasto calmo, così abbiamo evitato incidenti. Non tutti gli equini hanno questo comportamento in occasioni come queste. Inoltre è molto goloso di foglie, quando vede, durante le passeggiate (non in gara) delle foglie che gli piacciono, si precipita a mangiarle.

 

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